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"scena & controscena"Tanto di cappello alla Fondazione di Venezia!di Elena Ballarin Scena & Controscena, mercoledì 13 gennaio presso il Teatro Aurora di Marghera: incontro-seminario sul giovane teatro italiano, con particolare attenzione al Nordest.
È enormemente piacevole constatare come al giorno d’oggi, tra legiferazioni volte al regresso culturale e attività didattiche delle più varie, ma dalla struttura spesso debole o dispersiva, esistano ancora delle iniziative in grado di colpire al centro il bersaglio, d’andare dritte al sodo in maniera pratica ed efficace nel perseguimento degli obiettivi di formazione previsti. Mi riferisco alle varie attività per gli under 30 e per i docenti che fanno capo alla Fondazione di Venezia, quali Giovani a Teatro, che permette d’assistere a numerosi spettacoli a solo 2,50 Euro (comodamente prenotabili con numero verde gratuito), e i diversi corsi, laboratori, workshop, seminari raccolti sotto il nome d’Esperienze e tenuti da professionisti del mestiere come critici, registi, attori, insegnanti: tutte iniziative volte ad una fruizione pratica ed economicamente accessibile del mondo teatrale. L’ultima brillante iniziativa, realizzata con l’Associazione Questa Nave, porta il titolo, appunto, di Scena & Controscena: un intero pomeriggio di confronto tra giovani compagnie del Nordest italiano, emergenti o di recente successo, e critici, operatori, studiosi, direttori d’Accademie teatrali quali Andrea Nanni, Valeria Ottolenghi, Massimo Paganelli, Andrea Porcheddu, Elena Lamberti, Giambattista Marchetto, Carlo Mangolini, Claudio De Maglio, Renato Gatto, Maurizio Schmidt. La copiosa affluenza di pubblico e, cosa ancor più preziosa, di ragazzi, nonostante i temi trattati rischiassero di sembrare più prettamente per addetti ai lavori, testimonia la vincente riuscita della Fondazione di Venezia e di tutte le figure che con essa collaborano. Scena & Controscena ha indagato numerosi aspetti del successo teatrale giovanile in recente fermento nel nostro Nordest, mettendo in evidenza alcune caratteristiche che accomunano le eterogenee compagnie. Emergono in particolare alcuni aspetti, quali: una mancanza di figure chiave attoriali, temporalmente vicine, cui riferirsi; una scarsa possibilità di collaborazione con le istituzioni, ma anche nei rapporti tra le compagnie stesse, per timore di venir inquadrate in tendenze comuni o in generi teatrali; una particolare attenzione all’attualità, ma non per volontà di far tabula rasa col passato, bensì rivolta verso una commistione tra tradizione e contemporaneità; si nota, dunque, una certa predilezione per l’autorialità piuttosto che il ricorso a drammaturgie altrui; l’uso delle tecnologie risulta più parco, essendo esse viste non più come allettanti novità, ma come mezzi dei quali s’è già acquisita una certa conoscenza o competenza; la durata degli spettacoli tende a ridursi, fattore ritenuto non del tutto negativo se si prendono in considerazione dei pacchetti di tre o quattro lavori a serata. S’è parlato poi dell’insegnamento, con particolare riferimento alla necessità che un giovane attore avrebbe, una volta terminata la scuola teatrale, d’incontrare opportunità per proseguire oltre l’insegnamento accademico e specializzarsi, cosa che nel nostro paese è possibile solo previo lo sborso di cifre per molti giovani insostenibili. La stessa figura del pedagogo in campo teatrale non è prevista, le istituzioni non provvedono alla sua formazione. Una nota positiva suona invece per i numerosi concorsi e festival che negli ultimi anni si sono sviluppati in Italia, con sezioni appositamente dedicate alle giovani compagnie emergenti. Con Massimo Paganelli è stata in particolare approfondita l’esperienza dell’Armunia Festival, di cui è, appunto, direttore: un progetto che mira all’interazione degli attori con la vita della città e dei suoi abitanti, per un inserimento, sia pure indiretto, della presenza teatrale nella quotidianità del luogo ospitante. Dopo gli interventi dei relatori, la controscena di giovani attori ha affollato il palco: Anagoor, Barbara Riebolge, Carrozzeria Orfeo, Collettivo TBT, Compagnia Trepunti, Codice Ivan, Cosmesi, Fagarazzi-Zuffellato, Farmacia Zoo, Non Inerenti, Onda R, Pathosformel, Plumes dans la Tête, Quotidiana.com, Santasangre, Teatro delle Quattroequarantotto, Teatro Immediato, Teatro Sotterraneo, Vania Ybarra. Un dinamico zigzagare del microfono da un ragazzo all’altro e una colorita, gioiosa vitalità hanno caratterizzato i loro interventi, in un intenso scambio d’esperienze, problematiche, difficoltà, timori e soddisfazioni. Il quadro emerso conferma quanto introdotto dai relatori; a differenziarli l’entusiasmo e la positività che nei giovani, non ancora scottati degli impervi ostacoli che gremiscono il mondo teatrale, sono in pieno fervore vitale. Se un parametro di gradimento d’uno spettacolo sono gli applausi del pubblico, per l’incontro in questione significativa può essere la sua durata: così coinvolgente e sentito il dibattito, da aver sforato con i tempi e costretto Mare mio, lo spettacolo di Antonino Varvarà in programma per le ore 21, ad iniziare con quasi mezz’ora di ritardo! Scena & Controscena Organizzatori: Fondazione di Venezia; Associazione Questa Nave Relatori: Andrea Nanni (critico e studioso) - Valeria Ottolenghi (critico e Vicepresidente A.N.C.T.) - Massimo Paganelli (direttore Armonia Festival) - Andrea Porcheddu (critico e studioso) - Elena Lamberti (operatrice) - Giambattista Marchetto (critico) - Carlo Mangolini (direttore artistico B-Motion / OperaEstate Festival Veneto) - Claudio De Maglio (direttore Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine) - Renato Gatto (direttore dell’Accademia Teatrale Veneta di Venezia) - Maurizio Schmidt (Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano) Compagnie: Anagoor - Barbara Riebolge - Carrozzeria Orfeo - Collettivo TBT - Compagnia Trepunti - Codice Ivan - Cosmesi - Fagarazzi/Zuffellato - Farmacia Zoo - Non Inerenti - Onda R - Pathosformel - Plumes dans la Tête - Quotidiana.com - Santasangre - Teatro delle Quattroequarantotto - Teatro Immediato - Teatro Sotterraneo - Vania Ybarra Durata: 6 ore
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