Sigmar Polke a Venezia

La retrospettiva a Palazzo Grassi

Le belle dame del Settecento osservano dalla balaustra l’ospite del momento: Sigmar Polke. L’artista tedesco, scomparso pochi anni fa, è presente a Venezia attraverso una novantina di opere esposte a Palazzo Grassi nella retrospettiva “Sigmar Polke”.

I curatori Elena Geuna e Guy Tosatto ricostruiscono un percorso a ritroso in cinquanta anni di fertile carriera espressa dall’artista a colpi di resina, smalti, tessuti e vernici spray. Partenza ad effetto nell’atrio del palazzo con la presenza dell’imponente Axial age (2005-07). Questo ciclo di sette opere realizzato in occasione della 52. Biennale d’Arte di Venezia rappresenta l’acme del percorso di Polke, l’Opera nella quale convivono alcune delle tematiche principali dell’artista. La selezione dei soggetti, l’utilizzo di diversi materiali e il miscuglio di astratto e figurativo sono gli elementi che rendono affascinante la narrazione e rappresentano la chiave di lettura dell’arte di Polke.

Sigmar Polke è un instancabile ricercatore di immagini che egli sottrae da qualsiasi fonte: riviste, libri, foto, tessuti per poi rielaborarle tramite un’incessante sperimentazione di materiali.

L’opera è il risultato di una stratificazione di pattern, un gioco di sovrapposizioni che interagiscono con il subconscio dello spettatore.

Scienziato, sperimentatore, alchimista e viaggiatore – così è stato definito l’artista nel corso degli anni. Polke nato nella Germania Est e emigrato con la famiglia nel lato ovest, fondatore insieme a Gerhard Richter del realismo capitalista, ha rappresentato per anni la dimensione pop della cultura artistica europea differenziandosi dai colleghi statunitensi grazie al suo stile unico unito a una visione ironica del mondo .

Polke affonda lo sguardo nella quotidianità per riproporla al pubblico attraverso il suo marchio inconfondibile: la griglia puntinata. In mostra ritroviamo la “realtà pixelata” dell’Uomo che nutre le galline (2005), la tensione del Confine messicano (1984) e l’ironia di Polizeischwein (1986). Sala dopo sala si registra l’evoluzione dell’artista, dalle prime semplici sperimentazioni degli anni Sessanta come Fagioli (1965) e Spiaggia (1966) si passa a Jeux d’enfants (1988) e l’attuale Fluchtende (1992) per approdare alla complessa sintesi della Fuga in Egitto (1997).

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L’espressività dei materiali sondata nei diversi Farbprobe produce Negativwert (1982) e il vortice barocco di Lapis Lazuli II (1994). Il filo dell’esoterismo si dipana tra Nostradamus (1989), la Lanterna Magica (1988-92) e le tavole di Hermes Trismegistos I – IV (1995). In mostra ritroviamo anche il ritratto di Leonardo (1984), Alice im wunderland (1972) e il ciclo Strahlen Sehen (2007), i Quadrati magici (1992) e i Personaggi del circo (2005).

Queste ultime divertenti figure, presenti nelle locandine dell’esposizione di Palazzo Grassi, invitano il pubblico a visitare questa bella retrospettiva che ben rappresenta il fantasioso talento di Polke, artista capace di creare opere in continua mutazione.

SIGMAR POLKE
Palazzo Grassi
17/04/2016 – 06/11/2016