"Shine A Light" dei Rolling Stones

Immortalando un megaconcerto

Articolo di Emanuele Rauco - Pubblicato lunedì 12 maggio 2008

Di documentari che hanno a che fare con la musica, possiamo trovarne due tipi: quelli che raccontano la vita di un’artista, di un genere, di un movimento, e quelli che ne riprendono le gesta: Shine a light è uno di quelli, un tipico film concerto (ma ai suoi massimi) che immortala un mega concerto tenuto dai grandiosi Rolling Stones.

Diretto da Martin Scorsese, da sempre grande appassionato degli Stones, il film – e il disco susseguente - è la ripresa e la sintesi di due concerti tenuti per beneficenza dalla band che ha esplicitamente chiesto al regista di dirigerli: così il prologo è un tesissimo documentario sulle difficoltà e la frenesia delle riprese. Ma quando (come previsto) irrompono Richards e Jagger col riff di Jumpin Jack flash, il mondo si ferma e tutto cambia.

Tutto il disco segue imperterrito e incessante la carica propulsiva del gruppo, costellando i brani pescati da un quarantennale repertorio con interviste e ospiti, con ricordi e progetti per il futuro, e rimanda allo spettatore la carica insospettabile di quattro sessantenni che hanno affrontato droga, alcool, vite e destino e continuano a mostrare al mondo cosa significhi rock. Il viaggio nella scaletta del concerto è un viaggio nella storia della musica: dal tambureggiante hard blues di Brown sugar alla delicatezza di As tears go by, dal ritmo cadenzato di Start me up alla carica emotiva di Live with me, per non parlare dei due monumenti su cui è stato costruito il mito degli Stones, Satisfaction e, soprattutto, Sympathy for the devil: il tutto arricchito dalla sontuosa messinscena scorsesiana – che ha preferito il Madison Square Garden all’incredibile concerto sulla spiaggia di Rio – fatta di luci, scene, macchine da presa in corsa, e soprattutto di un ritmo interno che sembra la vera macchina ritmica del gruppo (più del mediocre Charlie Watts).

La band come dicevamo è ad alti livelli, specie il magico duetto Jagger-Richards (quest’ultimo si esibisce alla voce nell’ottima Connection), ma vale la pena spendere una parola per gli ospiti, dal vecchio blues man Buddy Guy (Champagne & reefer) alla sorprendente Christina Aguilera (Live with me) fino a Jack White III, che nella sua versione di Loving cup si conferma come il più attendibile erede del complesso. E poi Martin Scorsese, che mostra come l’amore per le sette note possa diventare celluloide.

Disco 1

1. Jumping Jack Flash

2. Shattered

3. She Was Hot

4. All Down the Line

5. Loving Cup (with Jack White)

6. As Tears Go By

7. Some Girls

8. Just My Imagination

9. Faraway Eyes

10. Champagne & Reefer (with Buddy Guy)

11. Tumbling Dice

12. Band introductions

13. You Got the Silver

14. Connection

Disco 2

1. Sympathy for the Devil

2. Live With Me (with Christina Aguilera)

3. Start Me Up

4. Brown Sugar

5. (I Can’t Get No) Satisfaction

6. Paint it Black

7. Little T&A

8. I’m Free

9. Shine a Light

10. Shine a light