Il bravo regista de "La finestra di fronte" e "Le fate ignoranti", con questo film ambizioso cambia rotta e forse deraglia un po’.
La vita di Irene Revelli, interpretata con efficacia da Barbara Bobulova, s’ingarbuglia all’improvviso a causa di una serie di circostanze che la rivoluzionano completamente. L’ereditiera e imprenditrice spietata si trova a scoprire la stanza, intatta, della madre scomparsa da anni. Le pareti sono coperte da scritte incomprensibili e raffigurazioni religiose. Contemporaneamente conosce Benny, una ragazzina furba e tenera che la conduce verso i sobborghi di Roma, nelle case dei poveri, negli incavi dei senza tetto. Grazie a lei incontra anche Padre Carras, impegnato senza sosta nel recupero delle persone sofferenti e bisognose. Inizia così un percorso umano e religioso verso la redenzione, la carità, la follia.
Il film, per tema e ambientazione, può far pensare a "L’ora di religione" di Marco Bellocchio, ma non ne possiede la potenza straordinaria. Ozpetek qui abbandona lo stile fresco e profondo dei lavori precedenti e s’inoltra, seppur coraggiosamente, in un campo minato. C’è qualcosa di esagerato - parola pronunciata dalla stessa protagonista in un momento cruciale - sovraccarico, forzato, probabilmente voluto, ma che non convince. Irene, cinica, glaciale e sola s’inabissa in un vero e proprio delirio, vittima di un fanatismo religioso che la porta a spogliarsi di tutto e dedicarsi a chi soffre. La sua strada verso la redenzione potrebbe commuovere e sconvolgere lo spettatore ma il meccanismo incomprensibilmente salta. E’ vero che questi nostri sono tempi terribili in cui un ritorno a ciò che conta di più è necessario e molto sentito. E’ vero anche che la cura e il soccorso reciproco sono gli ultimi barlumi di speranza cui ci possiamo aggrappare per vivere con dignità. La sceneggiatura del regista italo-turco, però, ricorre a volte a troppi cliché. E’ eccessivo definirle banali, ma certe scelte risultano inevitabilmente prevedibili. La trama si nutre di colpi di scena e attimi di terrore - come l’incursione inquietante di Irene nei corridoi bui del Palazzetto di famiglia - che appesantiscono lo sguardo. La costruzione dei personaggi sembra incompleta, come se mancasse una sola lettera alla tastiera del computer: un difetto piccolo ma sostanziale Al tempo stesso è incisiva l’attenzione rivolta al rapporto sovrannaturale di Irene con la madre - il mistero delle scritte sui muri che si svelano inaspettatamente e parlano, comunicano. E ottima sembra la scelta del titolo: "Cuore Sacro": un po’ lo spazio, il senso, il tempo segreto che ognuno conserva senza saperlo dentro sé. La parte migliore di noi.
Titolo: Cuore Sacro
Nazione: Italia
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 1h e 57 min
Regia: Ferzan Ozpetek
Sito ufficiale: www.cuoresacro.com
Cast: Barbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Erica Blanc, Camille Dugay Comencini
Produzione: R&C Produzioni
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 25 Febbraio 2005