"DOPO MEZZANOTTE" di Davide Ferrario

Amore e poesia "al cinema"...

Articolo di Livia Bidoli - Pubblicato venerdì 14 maggio 2004

Nella Mole Antonelliana a Torino vive Martino, custode notturno del Museo del Cinema. Una sera Amanda, da cui lui si reca tutte le sere per un pasto al fast food, cerca rifugio lì scappando dalla polizia.

Di nuovo Torino in un film italiano sui sentimenti: la Mole Antonelliana e i suoi interni arredati dal Museo del Cinema, fanno da sfondo ad una poetica storia d’amore, di una delicatezza infinita.

Martino, l’uomo-poeta, che tutte le sere "dopo mezzanotte" allestisce la sua cineteca personale e proietta i vecchi capolavori da Chaplin a Buster Keaton (a cui fra l’altro il film è dedicato), viene sconvolto dall’arrivo di questa commessa del fast food dal cuore infranto. Lei, Amanda, ha una storia con un ladro d’auto che la tradisce ogni sera e le lascia nell’anima un grande senso di solitudine. A mezzanotte lei staccherebbe dal fast food per tornare a casa ma il proprietario padrone pretende che fino alla mezza in punto lei resta col cappellino calacato nonostante il rischio di perdere l’ultimo bus per tornare a casa. Una sera in cui è particolarmente irritato per i problemi col suo ragazzo, Amanda gli rovescia addosso alle scarpe l’olio bollente delle patatine e scappa. A questo punto l’unico portone aperto risulta quello della Mole dove sta entrando Martino per il suo turno di notte. Lui ha allestito una stanza in foggia d’appartamentino dove vivere: è lì che accoglie Amanda per la notte. I due giovani trascorrono insieme svariati giorni finchè Amanda non vede un film girato da lui dove è ripresa: è da questo momento che inizia una storia d’amore che vede contrapporsi il ragazzo di Amanda, ladro d’auto, e Martino, sognatore poetico che si nutre di vecchi film. Stabliscono un rapporto a tre in cui Amanda si divide in serate con Martino ed altre col suo ragazzo. Alla fine sceglierà l’amore trasognato ma solido di Martino che le permette di rifugiarsi fra quelle coltri in cui lei è l’artista principale e non una comparsa come nella precedente relazione. L’ex ragazzo, amareggiato, muore miseramente perché un metronotte gli spara in una specie di raptus per l’ordine. Si rammarica di vedere per ultimo un cartellone con la faccia di Berlusconi e la scritta "Meno disoccupazione".

Un film da vedere, da gustare come un dessert raffinato per digerire gli amari bocconi della impermeablizzazione dei sogni di tanti film fatti solo ’d’azione’: delle sequenze da vedere con l’anima.

Dopo mezzanotte

Regia di Davide Ferrario

con Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano

Distribuzione Medusa

Italia 2003

duarata 1h e 30’

1° uscita 23 aprile 2004-05-02

Drammatico