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"Lost" - quarta stagione"Morte accertata" (4x02)Articolo di Serena D’Urbano - Pubblicato lunedì 9 giugno 2008 “Difendersi è più difficile perché non si ha piena consapevolezza di chi sia il nemico. […] Il mondo narrativo a questo punto si complica e deve fare i conti con un ulteriore mito, figlio di una civiltà che ha in sé i germi della propria malattia: il tradimento e il sospetto”. (Attilio Coco).
Sin dai primissimi episodi, tradimento e sospetto sono stati al centro delle complesse dinamiche lostiane. Le iniziali incomprensioni culturali generate dalla multietnicità dei naufraghi (nel pilot della serie Sawyer accusava l’iracheno Sayid di essere un terrorista e di aver dirottato l’aereo) e gli scontri che precedono la costituzione, da parte dei sopravvissuti, di un ordine sociale vengono superati solo di fronte alla necessità di difendersi da un nemico comune, tanto temibile quanto indefinito e senza volto (e la sua indeterminatezza è tale da farlo ricadere sotto il generico appellativo di “Altri”). Nel corso della seconda stagione ai due schieramenti contrapposti sull’isola se ne aggiunge un terzo (quello dei sopravvissuti della sezione di coda del volo Oceanic 815), che getta ulteriore complessità sulle dinamiche relazionali e sulle fragili certezze identitarie dei protagonisti. La season 3, infine, ci ha introdotti nel villaggio e nelle vite degli Altri, convogliando il tema del sospetto nei personaggi di Juliet e Jack, la cui alleanza fa sì che entrambi vengano visti non proprio di buon occhio dalle rispettive comunità. Anche la quarta stagione, in questo senso, si preannuncia ricca di sorprese: la misteriosa nave-cargo ormeggiata a circa 150 km dall’isola non solo regala alle scenografie lostiane una nuova location ma, evidentemente, porterà con sé altri “stranieri” e nuovi ambigui villains. Daniel Faraday, Miles Straume, Charlotte Staples Lewis e Frank Lapidus sono i membri di un misterioso equipaggio che, sin dall’inizio, sembra destare non pochi sospetti sulle reali intenzioni della missione chiamata a svolgere: uno svitato, un acchiappa-fantasmi, un’antropologa e un ubriacone (così li definirà Naomi nel flashback post-mortem di cui è protagonista al termine dell’episodio). E gli autori ce li presentano, uno per uno, servendosi del consueto dispositivo linguistico: l’analessi temporale. Morte accertata si configura, dunque, come un episodio corale che mostra, in stile Rashomon, come la stessa notizia - l’incredibile ritrovamento dell’Oceanic 815 negli abissi dell’Oceano Indiano - sia stata appresa e vissuta con partecipazione dai quattro nuovi protagonisti. La televisione, la radio, la carta stampata e poi ancora la televisione: i media riferiscono unanimi e “senza più alcun ragionevole dubbio” della morte dei passeggeri, mostrandone i corpi ormai in decomposizione tra le acque dell’oceano. Ma le immagini del relitto - un po’ come la foto icona dell’innalzamento solenne della bandiera americana nella pellicola di Clint Eastwood, Flags of Our Fathers - sono l’ennesima rappresentazione di un falso ontologico. Ed è significativo il fatto che la “morte accertata” del titolo passi attraverso il riconoscimento del potere veridittivo dei media: l’assoluta aderenza del reale al mezzo utilizzato per catturarlo viene confusa, dunque, con l’autenticità del messaggio trasmesso. Esiste un relitto nei fondali oceanici. Questo relitto viene mostrato tramite un obiettivo e tuttavia questo relitto non è l’815… TITOLO ORIGINALE: Confirmed Dead PRIMA TV USA: 7 febbraio 2008 ABC PRIMA TV ITALIA: 14 aprile 2008 Fox REGIA: Stephen Williams SCENEGGIATURA: Drew Goddard e Brian K. Vaughan CAST: Ken Leung (Miles Straume), Jeremy Davies (Daniel Faraday), Rebecca Mader (Charlotte Lewis), Jeff Fahey (Frank Lapidus), Marsha Thomason (Naomi), Michael Emerson (Benjamin Linus). |
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