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"Lost" - quarta stagione"Vi presento Kevin Johnson" (4x08)Articolo di Serena D’Urbano - Pubblicato venerdì 27 giugno 2008 Il redivivo Michael ridiscende agli Inferi per espiare le proprie colpe e in un lungo flashback post-isola racconta a Sayid e Desmond, suoi nemici/amici, di come Ben l’abbia convinto a tornare e a lavorare per lui, a passare dalla parte dei "buoni". Ma le regole dello spietato gioco condotto da Linus e Widmore per il "possesso" dell’isola stanno per essere violate: vite innocenti cadranno e se per poco Ben mostrerà di avere un’anima (della serie anche i cattivi piangono), la vendetta non tarderà ad arrivare.
Benjamin Linus (Micheal Emerson) e Michael Dawson (Harold Perinneau), ovvero la sottile linea di confine tra i good guys e i bad guys. Una linea che viene tracciata, in questo episodio, sin dal prologo iniziale che riepiloga gli eventi salienti di cui sono stati protagonisti Ben e Michael nel corso della seconda stagione: il rapimento di Walt, la prigionia di Ben, il tradimento di Michael per liberarli entrambi e il suo ritorno a casa. In particolare gli sceneggiatori recuperano nel Previously on Lost un frammento di quel finale di stagione che, alla luce dei nuovi eventi, sembra acquistare finalmente senso: quando Michael chiede a Ben e compagni di rivelargli chi sono, egli significativamente risponde: "We are the good guys" ("Noi siamo quelli buoni"), un’affermazione che se allora sembrava paradossale e provocatoria oggi, invece, si apre a nuove interpretazioni. Nel corso delle puntate il confine tra Ben e i sopravvissuti dell’815 si fa sempre più labile e incerto - tanto che Claire all’inizio dell’episodio chiede sconvolta: "Is he one of us now?" ("E’ forse uno di noi ora?") - per una duplice ragione. Da un lato salta fuori un nuovo personaggio nel ruolo del cattivo di turno: in perfetto stile videoludico ad ogni livello del racconto (o del gioco, ma forse non c’è granché differenza…) abbiamo un nuovo avversario, ancor più temibile del precedente. In questo caso la nemesi "terrena" di Ben si chiama Charles Widmore, potente magnate nonché padre della dolce Penelope. Sua sarebbe la nave-cargo e la finta missione di salvataggio, sua l’idea del falso relitto dell’Oceanic 815. Ma la ragione vera per cui la distanza tra Ben e i naufraghi si va riducendo progressivamente è perchè sono gli stessi "buoni", dopo essersi macchiati a loro volta di colpe e segreti inconfessabili, ad aver varcato la sempre permeabile soglia tra Bene e Male. Che il sistema valoriale in Lost fosse tutt’altro che manicheistico era cosa nota allo spettatore sin dalla sua prima stagione. La serie rifugge la semplicità dualistica: le opposizioni convenzionali scivolano fluide l’una dentro l’altra e i personaggi attraversano spesso, in maniera più o meno consapevole, la barriera che divide i bad dai good guys. Per chi compie questo passaggio è una questione di scelte, di libero arbitrio, per chi osserva una mera questione di punti di vista. Michael ha varcato quella soglia al termine della seconda stagione e la sua nuova identità è il simbolo di questa sua lenta e inesorabile ri-discesa agli Inferi (si è macchiato di peccati imperdonabili, come l’aver assassinato a sangue freddo Ana Lucia e Libby e tradito i suoi compagni di sventura, vendendoli al nemico). Egli è divorato dal rimorso eppure, se tornasse indietro, probabilmente rifarebbe ogni cosa pur di salvare il figlio Walt dalle grinfie degli Altri. E così la sua sagoma, anzi quella di Kevin Johnson, spunta prima dalle viscere del pesante cargo (in Ji Yeon) con il capo chino, poi nella notte buia e profonda sul ponte della nave, in una sorta di assolvenza dal nero, come un Lucifero pentito e incappucciato che cerca il perdono e che tuttavia sa che il solo modo per ottenerlo è la sua stessa morte. Striscia, quasi fosse appesantito dal fardello delle proprie colpe e dalla sentenza emessa su di lui, e si insinua nuovamente nelle vite dei naufraghi grazie alla sua nuova falsa identità. Falsa come quella di Benjamin Linus che per svariate puntate, durante la sua prigionia, si era celato dietro la maschera di Henry Gale o come quella di Sawyer che sceglie per sé il nome di colui che crede essere l’assassino morale dei suoi genitori, per ricordare a se stesso la propria vendetta da consumare. Le false identità tornano spesso (e torneranno ancora…) in Lost, così come le false piste narrative (le false morti e i falsi relitti) e le false strategie del racconto (i falsi incipit e le false anacronie). Anzi, si può dire che molti dei più riusciti cliffhanger della serie siano fondati proprio su questo processo di "svelamento del falso". In questo senso è tanto illuminante quanto ironica l’affermazione di Frank Lapidus, mentre racconta a Michael del ritrovamento del falso relitto dell’815 in fondo all’Oceano: "Sai quei pazzi che credono che l’allunaggio sia stato inscenato? Beh qui è la stessa cosa…Solo che questa volta è vero". Scoprire le ragioni che sono dietro a questa costosa, gigantesca messa in scena costituirà presumibilmente il motore narrativo delle prossime stagioni e forse dell’intera serie. Il bandolo della matassa sta per essere dipanato: lo scontro tra Titani, statene certi, è alle porte… TITOLO ORIGINALE: Meet Kevin Johnson PRIMA TV USA: 20 marzo 2008 ABC PRIMA TV ITALIA: 23 giugno 2008 Fox DIRETTO DA: Stephen Williams SCRITTO DA: Elizabeth Sarnoff & Brian K. Vaughan CAST: Harold Perrineau Jr. (Michael Dawson), Matthew Fox (Jack Shephard), Jorge Garcia (Hugo "Hurley" Reyes), Naveen Andrews (Sayid Jarrah), Jeremy Davies (Daniel Faraday), Rebecca Mader (Charlotte Lewis), Elizabeth Mitchell (Juliet Burke), Evangeline Lilly (Kate Austen), Henry Ian Cusick (Desmond Hume), Yunjin Kim (Sun Kwon), Daniel Dae Kim (Jin Kwon) |
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