"Rogue – Il solitario" di Philip G. Atwell

Solitario me ne vo per la città

Articolo di Alessandro Aniballi - Pubblicato venerdì 18 luglio 2008

Da tre anni, l’agente FBI Crawford (Jason Statham) si rode nell’ossessione di vendicare la morte del collega, presumibilmente ucciso da un temibile killer a pagamento, Rogue il solitario (Jet Li). Nel frattempo imperversa una guerra spietata tra cinesi e giapponesi per la conquista del suolo di San Francisco e Crawford, con la sua squadra prova a intromettersi per favorire il repulisti in atto. Ma un’amara sorpresa lo attende, tanto amara da provocargli il tremolìo del suo, altrimenti immoto, mascellone...

Thriller trans-gender che mischia, a tratti in modo abbastanza confuso, action urbano e film di arti marziali, Rogue – Il solitario fatica a entrare nel vivo, anche se poi a tre quarti della pellicola riesce a piazzare un robusto colpo di scena che permette di rivalutare parzialmente l’operazione. Ciò che pare latitare, almeno nella prima ora, è proprio la sbandierata Azione, offuscata da una complessa trama di spiegazioni, tradimenti, contro-tradimenti, alleanze di nuovo conio, ecc. Lo stesso Jet Li dà l’impressione di essere un po’ sacrificato, non tanto come personaggio che, anzi, nella sua indefinitezza esistenziale è il più compiuto, quanto nella dimostrazione delle sue immense doti acrobatiche, penalizzato dalla mancanza di dirimpettai che siano alla sua altezza.

Dal canto suo, Statham è troppo monocorde come interprete per permettersi di sviluppare un carattere convincente, e troppo spaccone per essere verosimile, quando si tratta di affilare le armi. In più il suo Crawford pare essere il primo a risentire di una struttura bicefala, di cui Rogue – Il solitario soffre almeno fino al colpo di scena decisivo: da un lato il desiderio di vendetta dello stesso Crawford, dall’altro la guerra sino-giapponese in terra americana, con una serie di volti da dover caratterizzare. In tal senso sono parsi eccessivi e persino inutili alcuni ruoli, primo fra tutti il personaggio della figlia del boss giapponese, che in una scena (quella dell’“insalata”) si lascia andare a “tarantinate” fuori contesto.

Tutto ciò toglie spazio alle note intimiste e familistiche (un tema non secondario della pellicola), soprattutto, di nuovo, per quel che riguarda Statham, la cui relazione con la figlia e la ex-moglie è trattata in modo sbrigativo e dunque poco credibile.
Oscillante tra il plot imperituro de L’Arlecchino servitore di due padroni (la cui più recente rappresentazione cinematografica era stata in Sukiyaki Western Django) e il già declinante filone della vendetta portato in auge da Tarantino con Kill Bill, Rogue – Il solitario ha un’anima divisa tra l’action orientale (vi è anche qua e là qualche uccisione à la Miike Takashi) e quello americano e non sembra riuscire a trovare la sintesi necessaria per potersi costruire una identità propria.

Titolo originale: War

Nazione: U.S.A.

Anno: 2007

Genere: Azione

Durata: 103’

Regia: Philip G. Atwell

Sito ufficiale: www.warthefilm.com

Cast: Jet Li, Jason Statham, John Lone, Devon Aoki, Luis Guzmàn, Saul Rubinek, Ryo Ishibashi, Sung Kang, Mathew St. Patrick, Nadine Velazquez, Andrea Roth

Produzione: Lionsgate Films, Fierce Entertainment, Mosaic Media Group

Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 18 Luglio 2008 (cinema)