|
||
Fuori concorso In Collaborazione con il Far East Film Festival di Udine"Guilala no Gyakushu/Summit Kiki Ippatsu" di Minoru KawasakiMostri grossi se le danno di santa ragioneArticolo di Nicola Cupperi - Pubblicato venerdì 29 agosto 2008 Presso il lago Toya, vicino a Hokkaido in Giappone, si sta svolgendo l’ennesimo G8 dove gli otto primi ministri dei paesi maggiormente industrializzati becerano inutilmente e fanno un sacco di foto di gruppo. La felice riunione fra amici viene, ahiloro, interrotta dalla notizia che una sonda cinese si è schiantata sulla città di Sapporo. Dal cratere frutto della collisione fa capolino Guilala, un gigantesco mostro spaziale che decide di eleggere il Giappone a proprio parco giochi personale. Il G8 è scosso dalla notizia; l’unico a reagire con piglio è il presidente americano, che decide di investire l’assemblea sui problemi ambientali della terra di poteri militari illimitati per difendere il pianeta dalla minaccia del mostro grosso di gomma.
Le brillanti menti dei primi ministri dei grandi peasi del mondo cominciano a lavorare a pieno regime per sfornare idee militari per l’abbattimento del mostro spaziale che miseramente si rivelano fallaci una dietro l’altra. Ci prova il Giappone coi missili, ci prova l’Italia con tattiche militari risalenti all’antica Roma, ci prova la Russia col Polonio 210, ci prova la Germania con le armi chimiche, ci prova l’Inghilterra con l’elettroshock, ci prova Kim Jong-il con la bomba atomica. Ma cosa c’entra il dittatore della Corea del Nord con il G8? Nulla, ma il lillipuziano despota asiatico è riuscito a intrufolarsi nel quartier generale di Hokkaido e a mettere sotto scacco gli altri leader minacciando di far sganciare una bomba atomica sul Giappone. Mentre tutto questo turbinio di eventi rischia di sconvolgere il nostro pianeta, il primo ministro francese abborda una traduttrice e, cosa molto più importante, due giornalisti di un tabloid, al seguito del G8, scoprono che la mano umana non è esiziale per Guilala, che può essere fatto fuori solamente da un altro mostro grosso; nel nostro caso si tratta di Takè-majin, lo spirito protettore di un piccolo villaggio nelle foreste nipponiche che deve essere invocato evoluendo in quella che assomiglia sinistramente alla mossa Comaneci del comico Beat Takeshi Kitano. Anzi no, non ci somiglia, è proprio quella. Takè-majin viene finalmente evocato, pronto a fronteggiare il cattivissimo e arrabbiatissimo Guilala. Non vogliate ravvisare nessun tipo di scherno nell’atteggiamento e nei toni goliardici assunti sin dal principio da questa recensione; l’ultima pellicola firmata dal folle Minoru Kawasaki (che si fa apprezzare anche in The World Sinks Except Japan) è, infatti, un pazzo pazzo viaggio di quasi cento minuti all’interno del magico mondo dei mostri giganti di gomma che, come ricorda lo stesso regista, ormai sono talmente radicati nella tradizione culturale giapponese da essere affiancabili come peso storico al Kabuki e al No. Un viaggio che fin da subito si propone di superare scientemente e sistematicamente i livelli di trash massimi mai settati in precedenza. Per prima cosa scritturando sette attori improponibili (ma per questo divertentissimi) nei panni dei sette capi di stato stranieri. Da Razzie Award con vittoria per manifesta inferiorità, se mai dovesse essere notata, la prestazione attoriale del capo di stato italiano, di una bruttezza che diventa, per unicità, di una bellezza rara. Nemmeno la sceneggiatura in sè non scherza, andando a ripescare i classici canoni da film epico/mostruoso e infarcendoli di gag dozzinali e di freddure a volte esilaranti, altre imbarazzanti. D’altronde, l’idea di tornare a utilizzare costumi di lattice indossati da stuntmen martiri, e lasciare quindi da parte i computer preferendo la costruzione di modelli in scala, non può che far tornare bambini i signori del pubblico, affascinati dalla schiettezza brutale e quasi infantile con cui il regista Minoru Kawasaki, non per niente ribattezzato prontamente l’Ed Wood giapponese, sembra approcciarsi all’apparato filmico. Da ultimo va segnalato anche il gustosissimo coinvolgimento di Beat Takeshi Kitano in questo strampalato esperimento; non solo il Beat presta la voce al mostro grosso buono, Takè-majin, ma appunto, come si evince dal nome, Kitano presta anche le proprie bizzarre fattezze al gigante. Il quale, come si già avuto modo di dire, dev’essere invocato praticando la mossa Comaneci, la scemenza nonsense che ha reso celebre Kitano nella televisione giapponese. Stracult. Titolo originale: Girara no gyakushu / Samitto kiki ippatsu! Nazione: Giappone Anno: 2008 Genere: Fantascienza, Commedia Durata: 98’ Regia: Minoru Kawasaki Sito ufficiale: www.cinemacafe.net/official/... Cast: Takeshi Kitano, Lily Franky, Bin Furuya, Junichi Inoue, Natsuki Kato, Akira Matsushita, Kazuki Katou, Hide Fukumoto, Eiichi Kikuchi, Susumu Kurobe Produzione: Eisei Gekijo, River Top, Shochiku Company, Tornado Film, Wedge Holdings Data di uscita: Venezia 2008 |
||