L’opera di Mussorgskij approda alla Fenice nell’allestimento di Nekrosius vincitore del premio Abbiati 2006.
Boris Godunov è un’opera oscura, tenebrosa, fatta di intrighi, di efferati delitti e di congiure. Da questa atmosfera lugubre, si staccano alcuni lampi di luce e di speranza nelle dolci melodie intonate dalle donne, ‘colombe’ senza ali che riescono appena a respirare nella negatività del mondo che le circonda.
Con la regia intellettuale e criptica di Nekrosius il senso di asfissia e di soffocamento viene potenziato così da rendere l’opera corale un affresco di oppressi in cui l’oppressore ha i tratti del demone folle.
In un alveare di caverne, con croci ortodosse che salgono e scendono, pedane mobili e lugubri tendaggi neri che diventano tende d’accampamento o interno di regge, si muove un’umanità bassa, privata della sua dignità e frammista agli animali. Civette e talpe osservano gli avvenimenti, si muovono nevroticamente per lo spazio scenico.
Come sempre Nekrosius accenna agli elementi del racconto: bastano due guanti gonfiati d’aria per rappresentare le mammelle di una mucca da mungere o una corona per simboleggiare una reggia.
Ma non sempre si riesce a decodificare i singoli elementi dello spettacolo e, spesso, la lettura registica non aiuta l’interpretazione di un’opera complessa, lenta nello sviluppo e ricca di dialoghi.
I costumi, bellissimi, collaborano a rendere l’andamento del racconto solenne e nello stesso tempo ultraterreno, come se le lotte russe per il potere si riducessero ad una vicenda astorica, lontana da ogni riferimento realistico.
Il cast, guidato da un grande Ferruccio Furlanetto, interpreta con sicurezza la prova non facile e il coro si anima della sofferenza richiesta. L’orchestra diretta da Eliahu Inbal si adatta al multiformismo drammaturgico imposto dalla partitura e si modula con grazia nelle mani sicure del direttore. Applausi per uno spettacolo che ha diviso il pubblico e la critica già nel 2005: qualche fischio al regista, ma anche (e soprattutto) il premio Abbiati nel 2006.
BORIS GODUNOV
dramma musicale popolare in un prologo e quattro atti
libretto e musica di Modest Musorgskij
versione originale 1874
personaggi e interpreti principali
Boris Godunov Ferruccio Furlanetto
Fёdor Annika Kaschenz
Ksenija Francesca Sassu
La nutrice di Ksenija Alexandra Durseneva
Il principe Šujskij Marcello Nardis
Andrej S˘c˘elkalov Valery Ivanov
Pimen Ayk Martirossian
Il falso Dmitrij (Grigorij) Ian Storey
Marina Mniszek Julia Gertseva
Rangoni Valeri Alexejev
Varlaam Maxim Mikhailov
Misail Bruno Lazzaretti
L’ostessa Francesca Franci
L’innocente Yijie Shi
Nikitic˘ Giuseppe Nicodemo
Un ufficiale di polizia Matteo Ferrara
Un boiaro do corte Enrico Cossutta
Chrus˘c˘ov Elia Fabbian
Lavickij William Corrò
Cernikovskij Mattia Denti
maestro concertatore e direttore Eliahu Inbal
regia Eimuntas Nekrosius
scene Marius Nekrosius
costumi Nadezda Gultyaeva
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Direttore del Coro Claudio Marino Moretti
Durata 3 ore 50