La morte di Marge Simpson?

Solo una bufala di un blogger italiano

Articolo di Riccardo Andretta - Pubblicato martedì 23 settembre 2008

Negli ultimi giorni si è diffusa una news che ha in breve tempo fatto il giro della rete, fino a venire riportata anche da media importanti: ne ha scritto il giornalista Fabio Santini di Libero, l’ha riportato Roberto D’Agostino nel suo celebre sito Dagospia e ne hanno parlato anche Linus e Nicola Savino martedì mattina durante la trasmissione radiofonica Deejay Chiama Italia. La notizia riguardava la presunta morte di Marge Simpson, prevista da Matt Groening e dal suo staff come chiusura a sorpresa della ventesima stagione, in partenza in questi giorni negli Usa. In realtà state tranquilli, Marge starà benissimo.

Il primo indizio che si tratti di una bufala è che a una prima, semplice ricerca su google si nota che la notizia è riportata solo in siti italiani, mentre in quelli in inglese non si trova nulla. A una ricerca più approfondita ci si accorge poi che tutto viene fatto risalire a un sito, www.giornalettismo.com, che per primo aveva dato lo scoop.

Questo uno stralcio dell’articolo: "In che modo morirà Marge? Chi ha letto la sceneggiatura dell’episodio afferma che tutto è perfettamente in linea con quel blend di comicità e pathos che ha sempre caratterizzato i cartoni. «Non sarà una morte eroica, ma non si esaurirà nemmeno in una gag facile. Diciamo che Marge non perderà la sua tenerezza e la sua simpatia nemmeno nell’ora suprema», sostiene uno dei responsabili del visual catering del programma, che ha preferito restare nell’anonimato. Difficile perciò immaginare che Homer si ingozzi di ciambelle durante l’elogio funebre del Reverendo Lovejoy, o che Bart mostri le chiappe mentre la salma di Marge viene tumulata; ma non aspettiamoci nemmeno un festival della lacrima modello Beautiful".

E fin qui un lettore qualunque potrebbe anche cascarci. Ma un giornalista dovrebbe sempre controllare le fonti, o perlomeno leggere tutto l’articolo! Facendo più attenzione infatti si notano particolari interessanti. L’articolo intanto è a firma di tal Ciro Ascione, e la rubrica si intitola "Serpente di mare" (che nel mondo del giornalismo significa più o meno "Notizia tanto clamorosa quanto falsa"). Inoltre ci sono altri passi che chiariscono immediatamente la vena scherzosa dell’articolo: "Potrebbe essere il funerale mediatico più imponente di sempre. Roba da far passare in secondo piano [...] la tristissima eutanasia di Rin Tin Tin, ferito da una freccia avvelenata degli Apache, in una puntata mai andata in onda in Italia perché ritenuta inadatta dai vertici RAI". Infine viene citato (e ripreso anche dai giornalisti che sono caduti nel tranello) un presunto "simpsonologo" di fama mondiale, tale Dick Mycousin (un nome un programma), che insieme a un commento semi-serio sentenzia anche: «I giovani spettatori difficilmente possono accettare la fine di un’eroina così popolare, senza un’adeguata preparazione psicologica. [...] I presidi di alcune scuole hanno già predisposto uno sportello di ascolto per i ragazzini che saranno traumatizzati dall’evento, e molti docenti sono stati invitati a preparare i propri alunni all’elaborazione del lutto».

Nient’altro che una simpatica e ben congegnata bufala, quindi, oltretutto abbastanza dichiarata. Ma che ha fatto un buon numero di vittime, anche illustri, le quali si meriterebbero perlomeno una bella tirata d’orecchi.