Hanna (Sarah Polley) è una donna riservata e chiusa in se stessa. La sordità, il suo handicap, la fa vivere in un silenzio dove le ‘parole’ sono amplificate verso qualsiasi significato profondo e nascosto.
Un giorno il suo datore di lavoro, riflettendo sul suo atteggiamento verso i colleghi e premiandola per l’ottima condotta che ha nel lavoro, le concede un mese di vacanza. Hanna decide, dopo un incontro casuale in una tavola calda, di andare ad assistere un uomo, Josef (Tim Robbins) che ha appena avuto un incidente: ustionato, non può muoversi dal suo letto; è momentaneamente cieco e si trova su una piattaforma petrolifera, luogo dell’incidente.
Sulla piattaforma, tra personaggi che sembrano attendere beckettianamente qualcosa, in momenti in cui non è possibile fare nient’altro, nasce un inevitabile rapporto fra l’infermiera e il suo paziente. Josef stuzzica con ironia la nuova presenza al suo fianco, vuole sapere chi è, la sua vita, cosa mangia di solito, dove ha vissuto fino ad ora: vuole superare con le ‘parole’ la propria momentanea barriera, la cecità. Ma Hanna non vuole raccontarsi, si chiude in uno stato di claustrofobia comunicativa, come se le parole racchiuse dentro la sua anima non siano adatte, non diano giustizia, a ciò che ha vissuto.
Josef non accetta questo tipo di rapporto, e confidando le sue paure e il suo passato, vuole che Hanna lo aiuti a costruire il suo futuro. I due creano un feeling così profondo che la giovane ragazza, fuggendo dal quella sua unica arma che la difende dal mondo, il silenzio, crolla in una confessione che lascia il paziente esterrefatto. Il mistero di Hanna è svelato. Ma putroppo è arrivato il momento di dividersi…
Dopo la convalescenza, Josef va alla ricerca del passato doloroso della sua amata. Incontra Inge (Julie Christie), una donna severa, amorevolmente rigida, che nasconde il passato di migliaia di ragazze, sofferenti per ‘la vergogna di essere sopravvissute’ alle violenze della guerra. Il suo scopo è quello di ‘non far dimenticare’, di riscoprire il valore delle parole, senza svelare la loro storia segreta.
Un ottimo cast, retto dalle efficaci interpretazioni di Tim Robbins e Sarah Polley, contornato dalla breve ma profonda interpretazione della Christie, fa di questa pellicola un buon film, che fa riflettere sull’importanza che si cela dietro il significato di ogni parola, di ogni sentimento, di ogni storia.
Storie che, se dimenticate, muoiono.
Parole che non devono andare perdute: la Coixet decide infatti di chiudere il film con numerose inquadrature, che durante i titoli di coda, ricordano le tragiche vicende di sopravvissuti alla tragedia dei Balcani registrate in migliaia di videocassette che il personaggio di Inge tiene custodite.
Titolo originale: La vida secreta de las palabras
Nazione: Spagna
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 112’
Regia: Isabel Coixet
Sito ufficiale: www.lavidasecretadelaspalabras.com
Cast: Sarah Polley, Tim Robbins, Julie Christie, Javier Cámara
Produzione: Esther García
Distribuzione: BIM
Data di uscita: Venezia 2005