"LA PORTE DE FATIMA"

IL DRAMMA DI DUE POPOLI

Articolo di Eugenia De Nicola - Pubblicato lunedì 10 novembre 2008

Sabato 8 novembre 2008 presso il Teatro Piccolo Arsenale il regista e attore libanese Roger Assaf ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera per l’impegno con cui si batte da sempre per la pace e il dialogo interreligioso attraverso la sua arte. Dopo la premiazione il regista ha presentato in prima italiana lo spettacolo in lingua araba, francese e inglese La porte de Fatima.

“La porta di Fatima” ha diversi significati: è innanzitutto un luogo immaginario al confine fra Israele e Libano; diverse storie hanno poi per protagonista una donna di nome Fatima: la donna ad esempio che nel 1971 viene portata a partorire in Israele dai soldati israeliani che l’hanno accidentalmente ferita durante uno scontro a fuoco sulla frontiera. Fatima, palestinese che cerca di entrare in Israele per trovare sua madre, Fatima madre della bella Zeynab che si sta sposando in un piccolo villaggio al confine con Israele, proprio mentre inizia la guerra dei 33 giorni contro Hezbollah. In un altro caso si tratta realmente di una porta d’ingresso di una casa: quella di Fatima, partita per la Mecca poco prima dell’invasione israeliana del Libano nell’estate 2006; al suo ritorno troverà soltanto la sua porta, rimasta in piedi, e nient’altro.

Spettacolo essenziale ed intenso, La porte de Fatima è una testimonianza importante della vita culturale in Libano, un Paese sempre sull’orlo di una guerra o di un’invasione. È un teatro di narrazione, che riprende la tradizione mediorientale del cantastorie “Hakawati”, che un tempo nelle sale da caffè raccontava agli avventori leggende della letteratura araba antica. In scena tre attori, Roger Assaf, Hanane Hajj Ali e Zeina Saab De Melero danno voce ai dolori di uomini e donne durante i bombardamenti di quell’estate, che hanno interrotto bruscamente tante vite o costretto alla fuga migliaia di persone. Alle loro spalle uno schermo proietta le desolanti immagini di una Beirut piena di macerie, del mare e delle coste libanesi sfigurati dall’inquinamento causato dalle armi israeliane, di tartarughe marine che ormai non torneranno più a deporre le uova su quelle spiagge. Due donne, una israeliana e una libanese musulmana, urlano a vicenda i propri diritti. Un uomo è incastrato dalla vita in giù nelle macerie della sua casa. Una ragazza si sballa con le droghe e i locali per dimenticare.

La porte de Fatima è nato in seno all’associazione SHAMS che significa “girasole”, fondata da Assaf nella periferia sud di Beirut per dare spazio all’espressione artistica dei giovani libanesi di qualsiasi credo religioso. Durante l’invasione israeliana del 2006 Assaf insieme ai suoi giovani allievi mandò lettere in tutto il mondo per comunicare a tutti l’esperienza di rispetto e solidarietà che il suo gruppo stava vivendo a dispetto dell’odio che intorno a loro imperversava.

Roger Assaf / Collectif SHAMS – Beirut (Libano) La Porte de Fatima ideazione e regia Roger Assaf scrittura collettiva e interpretazione Hanane Hajj Ali, Yasmina Toubia, Roger Assaf creazione visiva Sarmad Louis creazione sonora Jawad Naufal, Caroline Tabet luci Tarek Mourad, Alexandra Kahwagi costumi Bechara Atallah produzione Collectif SHAMS – Association Coopérative Culturelle des Jeunes du Théâtre et du Cinéma