Walter, Tarek, Zainab e Mouna. Quattro vite legate l’una all’altra come per incanto, alla scoperta dei sentimenti ma anche del dolore quotidiano tra le vie di New York.
Ci sono persone ordinarie che vivono una vita ordinaria, fatta di ritmi e abitudini che diventano la “normalità”. E ci sono eventi esterni che arrivano estranei e sconosciuti e che, nel bene e nel male, rompono un equilibrio.
Nell’opera di Tom McCarthy questi equilibri, prima normali poi rivoluzionati, si fondono in un racconto filmico che racconta New York attraverso una delle sue piaghe più grandi, l’immigrazione e la conseguente integrazione. Ne L’Ospite inatteso non ci sono grandi narrazioni, ma il desiderio di guardarsi intorno alla scoperta di un’America colorata e multietnica in cui da un giorno all’altro un banale gesto compiuto con leggerezza può irrimediabilmente cambiare un destino.
Così quando Walter Vale fa ritorno al suo appartamento newyorkese e vi trova Tarek e Zainab, due sconosciuti, rompe l’equilibrio delle loro vite, come del resto loro fanno con la sua.
Walter, un ospite inatteso, si affaccia quasi per sbaglio nella vita di due estranei e scopre in essi l’amicizia.
Specialmente nella prima parte del film, incentrata sul racconto di due vite opposte (quelle di Tarek, musicista, e di Walter, professore), il regista mostra il consolidarsi di un’amicizia attraverso l’integrazione tra due culture. E sono soprattutto i luoghi a favorire questa unione. Le ambientazioni di New York non sono solo uno sfondo asettico e immobile, ma vere e proprie protagoniste del racconto. La loro presenza, mai banale o eccessiva, è elemento filmico e personaggio. Perchè i luoghi non servono solo a esprimere stati d’animo o a diventare veicolo di un determinato concetto, essi sono al contrario il nucleo di partenza delle storie di questi personaggi. Così il luogo di provenienza non è solo una città indicata sui propri documenti d’identità, ma un elemento imprescindibile e determinante per ogni personaggio.
La New York raccontata da McCarthy non è solo la città del melting pot, ma è anche un ambiente che diventa facilmente ostile e inospitale, come quando Tarek viene ingiustamente arrestato in metropolitana. Il tono della pellicola cambia, così come cambiano le vite di Tarek e Zainab, immigrati clandestini negli Stati Uniti. La libertà di Tarek viene trincerata tra le mura di un centro di espulsione, e con essa tutte le sue speranze e le sue abitudini "normali".
Gli ospiti inattesi scoprono quindi di essere indesiderati, e costretti a sottostare alle regole che il destino ha scelto per loro. Intorno a Tarek e al suo immobilismo forzato si agita un mondo fatto di affetti nuovi, Walter, e vecchi, Zainab e Mouna, la madre di Tarek arrivata a New York per stare vicino al figlio. In realtà anche la vicinanza della madre si può esercitare solo fuori dalle mura dell’istituto in cui Tarek è recluso.
Chi è dunque l’ospite inatteso del film?
Una coppia di clandestini che ormai da anni ha costruito una vita normale. Una madre che vuole stare vicino al figlio. Oppure un uomo solo, che trova in due perfetti sconosciuti la vera amicizia.
Titolo originale: The visitor
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: drammatico
Durata: 103’
Regia: Tom McCarthy
Cast: Hiam Abbass, Amir Arison, Danai Jekesai Gurira, Richard Jenkins, Maggie Moore
Produzione:Groundswell Productions, Next Wednesday Productions, Participant Productions
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 5 dicembre