C’era una volta un ragazzo allampanato, timido e impacciato di nome Victor che stava per sposare una dolce e graziosa fanciulla di nome Victoria. Una notte, andando in giro per il bosco e riprovando il suo discorso di nozze, Victor provò a infilare l’anello di nozze ad un rametto che spuntava dal terreno.
In realtà quello che sembrava un rametto era il dito di una bella, cocciuta e pallida zombie, la Sposa Cadavere, che da quel momento si ritenne destinata al matrimonio con Victor ed iniziò a inseguirlo dappertutto.
Questo il plot dell’ultima fatica di Tim Burton, la quale prende le mosse da una fiaba ebraica che si ispira ad una tragica realtà: nella Russia ottocentesca infatti molte donne ebree venivano uccise nel giorno delle loro nozze e poi sepolte con l’abito nuziale ancora indosso.
Con questa fiaba gotica Tim Burton non smentisce la sua fama di maestro del dark, creatore di un mondo fantastico, triste e malinconico popolato da ossa, bare, insetti e ragnatele.
Realizzato con la stessa tecnica di Nightmare before Christmas, l’animazione stop motion (con l’aggiunta in questo caso dell’utilizzo del computer), il film vede alla regia insieme a Burton Mike Johnson, già animatore di Nightmare before Christmas e James e la pesca gigante.
Se il parallelo più immediato è quello con l’incubo natalizio sopra citato, il romantico Victor rimanda prima ancora al Vincent del primo cortometraggio burtoniano, in sostanza un suo alter ego animato, con una passione per Vincent Prize, la luna, i corvi ed ovviamente Edgar Allan Poe.
Di corvi è popolata anche questa romantica vicenda ambientata in un buffo e divertente regno dei morti, un posto dove si gioca a biliardo, si beve birra, e soprattutto si balla e si canta. E si canta sulle note di Danny Elfmann, abituale collaboratore di Tim Burton, che per questo film ha dato il meglio di sé, soprattutto per quanto riguarda i brani per pianoforte suonati da Victor prima da solo, e poi a quattro mani con la Sposa.
Traspare dunque dal film un contrasto tra lo spassoso e colorato regno dei morti, e quello dei vivi, lugubre e materialista, espressione della visione triste e pessimistica del regista del mondo reale.
Basti pensare alle struggenti figure da lui disegnate per il libro di filastrocche Morte malinconica del bambino ostrica: bambini divorati dai loro stessi genitori, bambine dal cuore puntaspilli, bambini tossici. O ancora allo stralunato e maldestro Edward di Edward mani di forbice, interpretato da un pallidissimo Johnny Depp.
Il personaggio di Victor ricorda molto Edward per la sua timidezza e la sua aria malinconica e spaesata. Anche dal punto di vista estetico Victor sembra un Edward in plastilina; egli infatti è stato creato prendendo come modello le sembianze dell’attore feticcio di Burton.
Gli altri personaggi principali invece, la Sposa e Victoria, sono modellati sulle figure di Helena Bonham-Carter e Emily Watson. Tutti questi attori prestano anche le loro voci ai personaggi della pellicola.
Burton torna dunque all’animazione con una storia dark, al confine con l’horror, ma allo stesso tempo comica e romantica, capace di farci emozionare grazie agli occhioni sgranati delle sue figure animate.
Titolo originale: Corpse Bride
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2005
Genere: Animazione
Durata: 75’
Regia: Tim Burton, Mike Johnson
Sito ufficiale: www.corpsebridemovie.warnerbros.com
Voci originali: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson, Albert Finney, Joanna Lumley, Richard E. Grant, Christopher Lee
Produzione: Allison Abbate, Tim Burton
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: Venezia 2005