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"Tutta colpa di Giuda" di Davide FerrarioLa leggerezza dell’elemento umano. La Passione secondo i CarceratiArticolo di Ilaria Falcone - Pubblicato giovedì 9 aprile 2009 Davide Ferrario, regista del film-poesia Dopo Mezzanotte, torna a ritrarre l’uomo nella sua semplice e aulica umanità.
Tutta colpa di Giuda è un’opera che osa. La sua spudoratezza si manifesta con garbata intelligenza, filosofica ironia e concretismo intellettuale.
Il nuovo film del regista torinese è stato girato al Carcere le Vallette di Torino, nella Sezione VI, Prometeo, Blocco A.
Ferrario ha cominciato a lavorare in carcere 9 anni fa, tenendo lezioni di montaggio; il suo impatto con il gruppo di detenuti è stato talmente forte che ha iniziato a operare anche come volontario, creando un laboratorio di audiovisivi, che ha portato anche alla realizzazione di lavori importanti come il documentario Fine amore: mai. La Prometeo è una sezione sperimentale, dove scontano la pena criminali di piccolo calibro, sono loro, questi venti detenuti, i protagonisti di Tutta colpa di Giuda, una commedia musicale, che non vuole essere espressamente un film sul carcere, quanto meno non in senso stretto; è una storia che parla addirittura di religione. Ferrario, da ateo sereno e convinto, dichiara di capire il senso della religione, come risposta alle grandi domande della vita. Si è chiesto cosa sarebbe successo se Giuda si fosse rifiutato di fare, come direbbero i carcerati, “l’infame”, se non avesse tradito Gesù, insomma… non ci sarebbe stata la cattura, il processo, la condanna, la croce, cosa sarebbe successo quindi? In Tutta colpa di Giuda, Ferrario mette in scena un suo pensiero, non la storia, e lo fa con una sofisticata delicatezza e intelligente rispetto, calibrando due voci che, rispettivamente nel giusto, sono portatrici di una propria interpretazione della Passione, dal punto di vista della misericordia e dal punto di vista del sacrificio, intesa come libertà e intesa come espiazione. Il risultato è un’opera di intensa leggerezza, dove i personaggi sanno esprimere, con un’ottima e necessaria credibilità, una realtà disincantata, ma cautamente speranzosa. Il regista ha dimostrato di saper linearmente utilizzare il digitale; ciò ha permesso la velocità per l’improvvisazione: i detenuti interpretano sé stessi, senza copione, non c’era il tempo per scrivere a tavolino una sceneggiatura. La bellezza di Tutta colpa di Giuda sta nel suo vedere oltre la linea di demarcazione, che separa il fuori e il dentro. Ferrario non solo porta il pubblico dietro le sbarre, ma lo fa riflettere, mostrando la vita nella Sezione VI, riprendendo i detenuti, mentre, guidati da una regista teatrale d’avanguardia, Irena (un’appassionata Kasia Smutniak), fanno le prove per un musical, e non una messa in scena qualsiasi, bensì l’impegnativa Passione di Cristo. L’idea di questa rappresentazione è venuta a don Iridio (un tenace Gianluca Gobbi), vincendo le ritrosie del direttore del carcere, Libero Tarsitano (Fabio Troiano, che ha dato vita a una delle sue interpretazioni più sensibili) e la perplessità di suor Bonaria (un’espressiva Luciana Littizzetto). Irena, nonostante i dubbi iniziali, si getta anima e corpo in questo progetto, decidendo di trasferirsi, momentaneamente, a vivere in uno degli appartamenti all’interno della struttura carceraria, lasciando il fidanzato Cristiano (Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz, che è stato bravissimo a rifarsi il verso, riuscendo a essere “ineffabilmente insopportabile”). Ma, la regista, si trova di fronte a una difficoltà: nessuno dei detenuti vuole interpretare Giuda, il traditore. Ferrario pone nel personaggio di Irena le sue stesse domande, cosa succederebbe se Giuda, se un uomo, non avesse collaborato a tradire Cristo? Attraverso una colonna sonora che riesce a far convivere il rock dei Marlene Kuntz, le ballate di Cecco Signa, la fisarmonica di Fabio Barovero con il beat di Gianni Maroccolo, il rumorismo di Paolo Ciarchi con l’orchestra sinfonica di Forti e De Luca, le coreografie sincere di Laura Mazza, la caratterizzazione profonda e sempre umana dei protagonisti, Tutta colpa di Giuda permette di riflettere, mostrando tutta la sua sfrontata capacità di perlustrare i paradossi della società, il bisogno di leggerezza e quello di amare. Titolo originale: Tutta colpa di Giuda Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Commedia Durata: 102’ Regia: Davide Ferrario Sito ufficiale: www.mymovies.it/tuttacolpadigiuda Cast: Kasia Smutniak, Luciana Littizzetto, Fabio Troiano, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano, Francesco Signa, Paolo Ciarchi Produzione: Rossofuoco Distribuzione: Warner Bros. Pictures Data di uscita: 10 Aprile 2009 (cinema) |
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