"Lost" - Quinta stagione

Ciò che è morto è morto (5x12)

Articolo di Riccardo Andretta - Pubblicato domenica 21 giugno 2009

Episodio incentrato tutto su Ben e Locke. Ben rivela di essere tornato per farsi giudicare i peccati del passato: per gli spettatori è l’occasione giusta per scoprire qualcosa di più sul mostro di fumo, che è il vero giudice dell’isola. Intanto qualcuno dei nuovi naufraghi dimostra di saperne di più di quanto dovrebbe, e forse la guerra profetizzata da Widmore non è così lontana.

Alla fine di Quel che è stato è stato Locke era in attesa del risveglio di Ben. Si riparte proprio da qui, con l’ex capo degli Altri che, messo alle strette, prova a convincere John di averlo ucciso sapendo già che sarebbe risorto. Linus se la gioca meglio poco dopo con Ceasar: prima gli fa credere di avere bisogno di protezione dallo stesso Locke, e poi gli spara a bruciapelo per convincere lo stesso Locke di avergli salvato la vita, pareggiando così lo "sfortunato incidente" del precedente assassinio. Efficaci i dialoghi tra i due («L’unico mezzo per riunire tutti era la tua morte, ma non avevo il tempo per convincerti di nuovo a impiccarti», «Io speravo solo che volessi scusarti»). Il primo è tornato per sottoporsi al giudizio del mostro di fumo, e i due quindi partono alla volta dell’isola principale, dove trovano Sun e Lapidus.

Intanto assistiamo a diversi flashback di Ben. Il primo è collocato subito dopo la sua guarigione dallo sparo di Sayid: un 40enne Charles Widmore (interpretato da David S. Lee, ottima scelta in fase di casting) non ne è del tutto contento, e il suo istinto non sbaglia visto come si evolverà il loro rapporto. Ben comunque entra a far parte degli Altri, anche se continuerà ad abitare al villaggio Dharma. E a quanto pare seguirà lo stesso percorso anche il giovane Ethan: in un flashback successivo i due rapiscono la figlia di Danielle Rousseau, venendo meno all’ordine di Charles di ucciderle entrambe. La leadership di quest’ultimo viene messa in dubbio, e porterà al suo successivo allontanamento dall’isola. Non per chissà quale motivo, ma per aver mostrato poco rispetto per l’isola stessa, costruendosi una vita parallela all’esterno. Nell’ultimo flashback, infine, scopriamo chi ha picchiato Ben prima che salisse sul volo 316: si tratta di Desmond, che lo punisce per il suo tentativo di uccidere Penny, poi non andato a termine perché Ben si era impietosito nel vedere il piccolo Charlie. Bravi gli autori nella costruzione di queste scene, avevano davvero fatto pensare che Penny sarebbe morta.

Lapidus nel frattempo torna sull’isoletta, dove Ilana e un altro uomo hanno preso il comando con la forza, riconoscendosi con la frase in codice "Cosa giace all’ombra della statua?" (che fa molto "Cosa disse il pupazzo di neve all’altro pupazzo di neve?"). Nella sua casa invece, dietro la parete con i geroglifici, Ben prova a richiamare il fumo con un particolare meccanismo (sembra quasi che sturi un lavandino!). L’unica cosa che compare dai cespugli però è Locke, che inspiegabilmente sa esattamente dove andare. I due si dirigono non al Tempio ma sotto di esso, dove Ben riesce finalmente a farsi giudicare per le sue azioni: il fumo lo avvolge e gli fa rivivere i momenti della morte di sua figlia. Alla fine Ben è risparmiato, ma proprio con le sembianze di Alex il fumo gli dà un ordine preciso: d’ora in avanti dovrà ubbidire ciecamente a Locke.

Ciò che è morto è morto è destinato a diventare uno degli episodi cardine nella mitologia di Lost: non solo perché ci mostra per la prima volta dettagli significativi sul mostro di fumo – per lo più tante conferme, tra cui quella della sua connessione con la cultura egizia – ma anche perché segna il sorpasso (definitivo?) di Locke su Ben. Sarà forse per la sua recente resurrezione, o forse perché (come sembrerebbe suggerire il titolo) quello non è più davvero lui, ma John appare finalmente conscio di ciò che deve fare, al contrario di Ben. Terry O’Quinn e Michael Emerson poi sono fenomenali, dei veri mattatori, e per quaranta minuti di fila nemmeno una volta viene da chiedersi come se la passino Sawyer e compagni nel 1977.

La puntata è così densa di scene importanti che alcune risultano quasi affrettate (ad esempio il rapimento di Alex); ciononostante gli autori riescono a trovare lo spazio per ridipingere ancora una volta il personaggio di Ben, padre deciso ad espiare le proprie colpe, del quale ora conosciamo perfino un punto debole: coerentemente con quanto accadutogli da bambino, non riesce a fare del male a una madre. I fan di Penny e Desmond ringraziano. Ed è confortante sapere anche che gli sceneggiatori sanno ancora sorprenderci: da sempre candidato numero uno a nuovo "cattivo" della stagione, Ceasar fa una rapida quanto misera fine per mano di Ben (della serie "Ti faccio vedere io come si fa veramente il cattivo!"); il vero partner di Ilana è invece il personaggio interpretato da Brad William Henke, e in pochi potevano immaginarlo. Non ci è ancora dato sapere invece per chi lavorino, né, ovviamente, "cosa giace all’ombra della statua".

TITOLO ORIGINALE: Dead is dead

PRIMA TV USA: 8 aprile 2009 - ABC

PRIMA TV ITALIA: 15 giugno 2009 - Fox

DIRETTO DA: Stephen Williams

SCRITTO DA: Brian K. Vaughan & Elizabeth Sarnoff

GUEST STARRING: Sterling Beaumon (giovane Ben Linus), Nestor Carbonell (Richard Alpert), Alan Dale (Charles Widmore), Jeff Fahey (Frank Lapidus), Melissa Farman (giovane Danielle Rousseau), Brad William Henke (passeggero 316), David S. Lee (giovane Charles Widmore), Tania Raymonde (Alex), Zuleikha Robinson (Ilana), Said Taghmaoui (Ceasar), Sonya Walger (Penelope Widmore).