|
||
"Né qui né altrove" di Gianrico CarofiglioI ricordi di una città e di una notteArticolo di Alessandro Rosanò - Pubblicato giovedì 20 agosto 2009 In una notte d’inverno, una macchina attraversa la città di Bari. A bordo tre uomini, un tempo grandi amici, poi separati dai casi della vita, immersi nel tentativo di riappropriarsi dei loro ricordi di fanciulli e adolescenti, mentre a poco a poco un altro protagonista si aggiunge: Bari stessa, con i suoi luoghi e i suoi segreti.
Un magistrato scrittore (Carofiglio stesso), un notaio (Giampiero) e un professore universitario (Paolo) si ritrovano nel dicembre del 2007. Non si tratta di una di quelle rimpatriate programmate a distanza di tot anni dalla maturità o dalla laurea, è qualcosa di molto più spontaneo. Partono per un viaggio di una sola notte attraverso Bari, con varie immagini che si sovrappongono: la libreria Laterza e l’incendio del Teatro Petruzzelli, i cinema della loro giovinezza trasformati in sale Bingo e i locali underground che sorgono numerosi a partire dall’inizio degli anni ’80, l’abusivismo edilizio di Punta Perotti e l’odore di focaccia che è l’odore della città. Ogni strada porta con sé un ricordo, ogni piazza il nome di un amico, di una ragazza o di un cane e dunque tutto, anche una rissa da ubriachi, rappresenta il presupposto per confrontarsi, senza sconti, con il proprio passato. Lasciato da parte il personaggio che l’ha reso famoso, l’avvocato Guido Guerrieri, protagonista di Testimone inconsapevole, Ad occhi chiusi e Ragionevoli dubbi, superata la trasgressione de Il passato è una terra straniera (Premio Bancarella nel 2005) e la riflessione sulla domanda e il concetto di verità de L’arte del dubbio, l’ex magistrato – scrittore, ora senatore – scrittore, ha ripreso la penna in mano per fare il ritratto alla sua città natale. Si ritrova così in un amarcord forse non del tutto gradito – all’inizio Gianrico è stupito dell’invito ad uscire da parte di Giampiero e Paolo, un tempo amici, ma ormai persone scordate che non sente da anni – eppure irrinunciabile, per recuperare quei momenti – l’adolescenza soprattutto – di felicità vera, anche se inconsapevole. E anche se l’età matura è arrivata, non per questo non si può ritornare indietro per una notte, tra i palazzi del quartiere Murat e i cinema isolati, lasciando da parte per un momento le preoccupazioni quotidiane e recuperando il passo e l’aura dello studente universitario. Come si sarà capito, non è il solito Carofiglio, ma è di certo un buon Carofiglio. En passant, sull’autore: nel 2008 ha vinto il Grinzane Cavour Noir ed è definitivamente considerato il padre del legal thriller di matrice italiana. Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove, Laterza, 2008, pp. 160, € 10,00.
|
||