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"Lo spazio bianco" di Valeria ParrellaUna donna in un limbo d’attesaArticolo di Fabrizia Centola - Pubblicato martedì 29 settembre 2009 “Un feto sta dentro l’utero,un bambino nasce dopo nove mesi di gravidanza. Quello che io vedevo nella sala di terapia intensiva non era niente di questo...”.
Lo spazio bianco è il territorio dell’attesa; un territorio che Maria è costretta ad attraversare aspettando sua figlia Irene, sospesa tra la nascita e la morte. Una gravidanza tardiva, arrivata per caso e un uomo che si dilegua rapidamente, incapace di affrontare il cambiamento; Maria ha quarantadue anni, vive a Napoli e insegna di sera Dante e i Promesi sposi "...a giganteschi camionisti che faticano ad infilarsi nel banco.." Poi una sera tornando a casa si sente male, ma è troppo presto, si dice. Irene nasce ma deve crescere fuori dal ventre della madre: una gestazione “esterna” e medicalizzata, una maternità che cresce denutrita di pelle e odore; fatta di prognosi sospese e di sguardi angosciati nel tentativo di leggere i segni. Valeria Parrella scrive un romanzo che ha la densità di un racconto: poco più di cento pagine di una scrittura frammentata da spazi bianchi, in cui all’ascolto dei ricordi si mescolano le riflessioni, tra tenerezza, rabbia e sarcasmo, di una donna che con forza custodisce la vita. Il reparto di terapia intensiva è un luogo sospeso dove, chiuso tra mura, si consuma il conflitto con le istituzioni. Uno spazio impermeabile dove in teche luminescenti sono distesi bambini non ancora, completamente nati e dove il tempo è dilatato e governato da un’attesa che proseguirà anche dopo, aspettando, se andrà bene, il momento dei primi passi, delle prime parole per verificare i possibili danni. Maria parla linguaggi diversi: è colta e al tempo stesso popolare; concreta e caparbia, porta con sé la saggezza di una vecchia e la forza vitale di una ragazzina. Maria è la sua città, Napoli. Una città che fa da quinta al mondo chiuso e incerto dell’ospedale, ma la cui anima irrompe, con potenza, attraverso Rosa, Mina e le altre: combattive compagne di strada, dalla ruvida tenerezza; un coro femminile che infrange la solitudine di Maria. Un romanzo intenso, dalla scrittura alta, fatta di parole precise; un racconto in prima persona, che ha l’autenticità di una storia vissuta, di un dolore provato e di una nascita compiuta. IL FILM:
Valeria Parrella, Lo spazio bianco, Einaudi, 2008, pp .112, € 14,80.
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