Toeino 27

"Le roi de l’èvasion" di Alain Guiraudie

Il re della noia

Articolo di Nicola Cupperi - Pubblicato mercoledì 18 novembre 2009

Armand di certo non fa il lavoro più entusiasmante che l’essere umano abbia a disposizione, dacché la vita del rappresentante di macchine agricole nella profonda provincia francese non prevede emozioni insostenibili, per usare un agile eufemismo. Sarà per questo, oltre che per indole, che il panciuto quarantenne passa ogni momento lasciatogli libero dall’emozionante impiego alla ricerca di estemporanee avventure sessuali. La tipologia di scopata randagia preferita da Armand è la seguente: uomini maturi preferibilmente divorziati, anche se il nostro non disdegna variazioni sul tema.

La sua monotona routine viene sconquassata da Curly, le sedicenne figlia del suo concorrente. Armand salva la giovane, in maniera tutt’altro che eroica, da un altrimenti inevitabile stupro di gruppo; Curly, di rimando, si innamora perdutamente dell’eroe sui generis. Amore, manco a dirlo, osteggiato dall’intera comunità. Curly, folle di passione, concerta con Armand, intrigato e incuriosito da un’inedita attrazione verso l’altro sesso, una fuga d’altri tempi attraverso i boschi e le campagne. La polizia si impegna nella caccia all’uomo (e all’adolescente) seguendo, contemporaneamente, la pista di una nuova droga usata in ambito sessuale e ribattezzata col minimamente ambiguo nome di Duronia..

Il francese Alain Guiraudie mette in piedi un baraccone dagli intenti molto chiari: può una persona intrappolata in una routine a cui è abituata da tempo e che, bene o male, le garantisce un’esistenza serena e felice, decidere tutto a un tratto di voler ribaltare le sue prospettive col solo pretesto di volersi allineare a quella che è la visione dominante delle cose, dei valori e della vita in genere? Nel caso specifico, può un omosessuale decidere che è ora di di rinunciare ai propri sogni e mettersi in riga, smettere di vivere ai margini della società per fare quello fanno tutti gli altri uomini: uscire con una ragazza, andare a conviverci, sposarsi?

Le roi de l’èvasion è un racconto finto picaresco, finto grottesco, finto scorretto. È un film che narra la sua vicenda in maniera sciatta, poco curata, poco coerente e talvolta volgare. Ma bando ai moralismi, in buona sostanza tutte quelle sequenze che vorrebbero essere scorrette (ma che finiscono per essere tristemente e vagamente volgari) sono anche le più divertenti. Ed evidentemente è tutto dire.

La pellicola flirta con la commedia, ma non c’è una scena che riesca ad avere i tempi corretti. L’intero film lotta con questo tipo di problemi e la narrazione finisce per l’assumere l’aspetto di una massa informe e sfilacciata senza capo né coda. La piatta fotografia, le interpretazioni poco convinte e l’umorismo per larghi tratti grossolano (o, al peggio, semplicemente molto poco divertente) fanno il resto contribuendo ad affossare le sorti di questo strambo lavoro. Le pluri e generosamente esposte grazie di Curly (Hafsia Herzi, la splendida protagonista di Cous Cous) e, specialmente, l’importante tematica (che trae spunto e forza dall’esperienza personale del regista) non riescono nemmeno lontanamente a salvare il film.

regia/director: Alain Guiraudie

sceneggiatura/screenplay: Alain Guiraudie, Laurent Lunetta, Frédérique Moreau

fotografia/cinematography: Sabine Lancelin

montaggio/film editing: Benedicte Brunet, Yann Dedet

scenografia/production design: Didier Pons

costumi/costume design: Roy Genty

musica/music: Xavier Boussiron

suono/sound: Xavier Griette

interpreti e personaggi/cast and characters: Ludovic Berthillot (Armand Lacourtade), Hafzia Herzi (Curly), Pierre Laur (Robert Rapaille), Luc Palun (Durandot), Pascal Aubert (Paul), François Clavier (il commissario/Police Commissioner), Bruno Valayer (Jean Jacques), Jean Toscan (Jean)

produttore/producer: Sylvie Pialat

produzione/production: Les Films du Worso

coproduttore/coproducer: Gladys Glover

vendita all’estero/world sales: Les Films du Losange