"Le montagne della follia" di H.P. Lovecraft

Un classico della letteratura fantastica che ha influenzato diverse generazioni di scrittori

Articolo di Giorgio Guernier - Pubblicato venerdì 29 gennaio 2010

Una spedizione di scienziati si spinge nei meandri dell’Antartide per una ricerca commissionata dalla prestigiosa Miskatonic University. Ad un certo punto alcuni componenti della troupe vengono dati per dispersi e, dopo qualche ora, vengono trovati morti, orribilmente mutilati, nei pressi del loro campo base.

Poco più in là, ci sono sei ammassi di neve a forma di stella e sotto ognuno di questi, è sepolto un Antico, leggendario extraterrestre con appendici a forma di stella marina che sembra aver colonizzato il pianeta Terra milioni di anni prima dell’uomo. Cercherà di vederci chiaro il protagonista, William Dyer, esimio geologo, che, accompagnato dal neolaureato Danforth sorvolerà le montagne (della follia) e si addentrerà nei labirinti ghiacciati del sottosuolo antartico e si renderà conto che essi non sono altro che dei villaggi abitati da antichissime creature mostruose. L’unica soluzione rimane la fuga… Ma da che cosa? Da quelle creature mostruose o da degli esseri ancora più temibili e spaventevoli che vivono, anch’essi, in quei posti remoti e dimenticati dal mondo?

Se esistesse un’enciclopedia della letteratura fantastica, sotto la voce ‘horror’, Le montagne della follia sarebbe probabilmente presente come classico (pubblicato nel 1936, ma scritto nel 1931). Intramontabile e suggestivo. Che è stato in grado di influenzare, per loro stessa ammissione, scrittori di indubbio successo come Stephen King, Clive Barker e lo stesso Carlo Lucarelli (autore di una divertente introduzione). H.P. Lovecraft ci racconta questa storia in prima persona, immedesimandosi nel protagonista e dipanando le trame dell’intreccio grazie all’uso del flashback (il suo, infatti, è un resoconto della spedizione che ha il fine, visto quello che è successo, di essere pubblicato per scoraggiarne qualunque altra). E leggendo le pagine di questo romanzo, la tensione cresce facciata dopo facciata, accompagnata dallo sgomento del geologo Dyer che riferisce con lucida apprensione quello che ha avuto modo di vedere durante quel suo incredibile viaggio. Nonostante la narrazione sia forse un po’ troppo descrittiva, lo stile, asciutto e, in termini di linguaggio, piuttosto tecnico, è efficace, degno di uno scienziato quale si presume sia il protagonista che parla in prima persona, e l’intreccio è decisamente fantasioso, radicato nel mitologico e nel leggendario.

Per gli amanti del genere horror, un libro semplicemente imprescindibile.

H.P. Lovecraft, Le montagne della follia, Newton Compton, 2009, pp. 187, € 9,90.