"L’ANGELO E L’AURA" di Carlo De Pirro
Presentata in prima assoluta al Teatro Malibran l’Opera multimediale di Carlo De Pirro. Finalmente i giovani tornano all’Opera sia da spettatori che da produttori
Articolo di Elena Casadoro - Pubblicato martedì 22 marzo 2005
Tutto si può dire dell’opera contemporanea di De Pirro “L’Angelo e l’Aura”, presentata lo scorso 17 marzo in prima assoluta al Teatro Malibran di Venezia, tranne che sia un lavoro banale o già visto, tutt’altro: è sorprendente per la sua originalità e forza innovativa.
L’Opera-Mondo, com’è stata definita, realizzata dal compositore quarantottenne su libretto di Andrea Vivarelli, è stata coprodotta dal Dipartimento delle Arti e del Disegno Industriale dell’Università Iuav di Venezia e dalla Fondazione Teatro La Fenice e ha coinvolto, numerosi studenti e giovani attori. E proprio per i giovani è stata pensata l’opera, un pubblico troppo spesso lontano da tale forma di spettacolo.
La rappresentazione, frutto di un lungo lavoro seminariale di ricerca che ha visto collaborare nella fase ideativa docenti di differenti discipline, coinvolge cinque bravissimi strumentisti, due cantanti lirici (un basso e un soprano), quindici giovani attori (alcuni professionisti e altri studenti Iuav), e una bambina di 9 anni: Elettra De Pirro (figlia del compositore), la piccola protagonista dell’opera.
L’Opera, musicalmente perfetta, è volutamente “caotica” poichè non mette in scena una storia, non ha un plot drammaturgico: il palco è pensato come una grande tavolozza di suoni, colori e movimenti, in grado di prestarsi a numerose interpretazioni e toccare con forza le corde emotive dello spettatore. Tutto però segue un’armonia e una logica interna, tutto è calcolato al secondo, e pur nell’apparente frammentazione, ogni movimento e ogni gesto è coreograficamente e sapientemente architettato.
Centro dell’attenzione e della sperimentazione è il suono in tutte le sue forme e declinazioni: da quello prodotto dal vivo dagli strumenti tradizionali come l’oboe e il corno, a quello elettronico registrato e campionato con un apposito software, fino al rumore vero e proprio. E tutte queste declinazioni si fondono assieme, in un’unica opera. Il suono è quindi l’elemento primario attorno a cui tutto ruota ed è simboleggiato dal totem sonoro di Tobia Scarpa che domina la scena e più volte viene percosso dagli attori: uno strumento inedito creato con due bombole usate in agricoltura fuse insieme che, quando vengono colpite, producono due suoni diversi, quasi primordiali.
Carattere distintivo dell’opera è la sua estrema multimedialità, sia per la tecnologia impiegata, sia per la differenza dei linguaggi che vi prendono forma: teatro, parola, movimento, musica, suoni, immagini, video…la parete di fondo ad esempio, a tratti diventa uno schermo dove vengono proiettate immagini in movimento e filmati girati con gli interpreti stessi in controcampo e set esterni.
Gli attori in scena vestono con costumi drammatici e cupi e portano maschere mostruose, a simboleggiare l’umanità cinica abbruttita in una quotidianità violenta e consumista. Al contrario Aura, la bambina vittima dei soprusi degli adulti e della società malata, veste un tutù bianco, simbolo della purezza e del candore di chi è ancora innocente e fuori da logiche commerciali ed egoiste. Sulla scena si svolgono tante brevi azioni frammentate, cariche di pathos e violenza e tutto sembra essere letto attraverso la psiche tormentata di Aura. Ogni suono infatti evoca un sentimento, un moto dell’animo umano. Lo spettatore non può rimanere indifferente a tali stimoli sonori e visivi e ne viene colpito, turbato, fino all’epilogo finale quando, con grande sollievo di tutti, Aura si ribella e con un gesto scaccia via chi l’aveva infastidita.
L’Opera di De Pirro quindi, oltre che per la sua perfezione dal punto di vista musicale, è apprezzabile per la sua forza innovativa e di rottura con il passato, e soprattutto ha il grande pregio di aver fatto avvicinare i giovani allo spettacolo operistico, sia come studenti-produttori che come spettatori, cosa di questi tempi auspicabile per una sicura sopravvivenza del genere anche negli anni a venire.
Università Iuav di Venezia – Dipartimento delle Arti e del Disegno Industriale -
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L’ANGELO E L’AURA - libretto di Andrea Vivarelli; musica e drammaturgia di Carlo De Pirro
prima rappresentazione assoluta
cantanti: Paola Matarrese/soprano, Abramo Rosalen/basso
personaggi e interpreti: Beppe Casales, Alex cendron, Makhtar Cissè, Paolo Coltro, Elettra De Pirro, Ananas Georgiev, Giorgia Goldoni, Marina Grasso, Sergio Grasso, Ruggero Lancia, Annagaia Marchioro, Claudio Michelazzi, Arianna Moro, Silvia Nanni, Caroline Pagani, Giulia Pirani, Tamara Romeo, Alessandra Smania, Angela Toss, Olimpia Vivarelli
ensemble strumentale: Marco Rogliano/violino; Carlo Teodoro/violoncello; Daniele Ruggeri/flauto; Mario Frezzato/oboe; Lorenzo Meneghetti/corno
direttore musicale: Sara Magon
Laboratorio regia: Francesco Esposito
Messa in scena: Gloria De Andrea
Coreografie: Vanda Moretti
Scene e costumi: Giorgio Ricchelli
Assistente ai costumi: Edoardo Bertulessi
Assistente di scenografia e filmati: Silvia Cattiodoro
Light designer: Fabio Barettin
Immagini: Stefano Arienti
Maschere: Giorgio Giorgioni
Liuteria: Tobia Scarpa
Live electronics e regia del suono: Davide Tiso