"TUTTO DANTE" di Roberto Benigni

Il comico toscano più famoso del mondo travolge l’Arena di Verona col suo amore per la Divina Commedia

Articolo di Eleonora Speranza Nalesso - Pubblicato lunedì 2 ottobre 2006

Dopo le tredici serate organizzate in Piazza Santa Croce a Firenze, Sabato 30 settembre, Roberto Benigni porta il suo “Tutto Dante“ nella città scaligera, dove il celeberrimo poeta compose il versi del Purgatorio. Visibilmente emozionato dall’affetto del pubblico e dalla suggestiva cornice dell’arena, l’attore di Vergaio recita un monologo di due ore alternando satira, poesia, sentimento e comicità.

Sul palcoscenico la scenografia è di una semplicità disarmante: pannelli di legno arrotondati posti in una traiettoria sfalsata, creano una serie di corridoi interni tra cui Benigni può correre, creando quell’atmosfera febbricitante ed euforica che caratterizza le sue entrate in scena.

Lo spettacolo comincia in maniera davvero esilarante: dal momento che il 29 settembre Silvio Berlusconi ha compiuto 70 anni, Benigni pensa bene di augurare a tutti i presenti un buon Santo Stefano e di specificare che ha dovuto lottare per avere l’Arena come location per il suo spettacolo onde evitare che il nostro ex-presidente del Consiglio la noleggiasse come luogo per i suoi festeggiamenti… e vedendo le sue ultime idee estive con vulcani ed esplosioni, forse si può pensare che Benigni abbia anche salvaguardato un patrimonio culturale come quello dell’antica arena.

Nella prima parte dello spettacolo la politica è la protagonista del monologo: D’Alema, Calderoli e ancora Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi…. Ma cosa ci si vuol fare? Come dice l’autore del monologo, dopo cinque anni di prese in giro alla maggioranza, è giusto passare a prendere in giro un po’ l’opposizione!!!! Altrimenti che parcondicio è??? E poi, alla fine, non bisogna vederla come una presa di posizione…. Benigni confessa: tutti i comici si sono messi a fare spettacoli come “Tutto Dante“, “La Gerusalemme liberata", “l’Orlando Furioso“, perché senza la musa–Berlusconi sono ormai costretti ad un lavoro precario.

Tutte queste prese in giro sono condite da un affetto per il pubblico davvero commovente. Benigni durante tutto il corso della serata ripete l’importanza del pubblico sia per la sua stessa professione, che lo porta rimandare indietro l’affetto degli applausi centuplicandolo, sia per lo splendore di un’opera come quella dantesca, che senza qualcuno che ne legge e apprezza la bellezza non avrebbe senso. Per questo la Divina Commedia, dice, è un dono disinteressato che Dante ha voluto fare all’umanità.

Questa cornice di gratitudine al magnifico poeta Toscano si aggiunge all’ammirazione dell’attore per tutta la città di Verona: qui infatti, insiste a sottolineare, è dove Dante concepì i versi del Paradiso, alcuni dei quali, in questa serata, saranno oggetto della sua lettura. Tutta l’opera però è conseguenza dell’amore per una donna: come tutti sappiamo, Beatrice. Ma la scelta dei passi del Paradiso che Benigni ha fatto, dimostrano come sotto ci sia un amore incondizionato per la Madonna e di riflesso per tutte le donne, senza le quali non ci sarebbe poesia, come senza uomini non ci sarebbe Dio, perchè sono inevitabilmente parte di esso. Tutto lo spettacolo di Bagnini mira a dimostrare come Dio sia dentro ad ognuno di noi e come la nostra umanità, carnalità e fragilità siano divine.

Il momento più emozionante che ammutolisce tutti i 12.000 spettatori è sicuramente quello conclusivo, in cui il magico autore recita le terzine finali dell’opera magistrale, in cui Dante arriva a vedere Dio, percependone l’esistenza.

Roberto Benigni in questo spettacolo dimostra uno spessore culturale, una preparazione e una profondità di sentimenti che l’ilarità cui siamo abituati restituisce solo in minima parte.

Per informazioni sugli eventi dell’Arena di Verona: www.eventiverona.it