"La terra dei morti viventi" di George A. Romero

A spasso con gli zombi

Articolo di Matteo Signa - Pubblicato lunedì 4 luglio 2005

Land of the dead è il quarto capitolo della saga dei morti viventi iniziata dal regista nel 1968, e dipinge un mondo ormai completamente dominato dagli zombi, con gli umani ridotti a vivere in poche città fortificate. La crisi genera una netta divisione sociale con i pochi ricchi, che vivono in grattacieli altissimi, e il resto della popolazione, condannato alla fame e alla miseria.

E’ possibile che dei morti viventi possano risultare simpatici, buffi e paradossalmente teneri? Nelle nuova pellicola di Romero la risposta sembra essere affermativa. Nella sua sconvolgente visione il mondo, come lo abbiamo conosciuto fin qui, è un mero ricordo. Al suo posto c’è un incubo senza fine, in cui i vivi sono nettamente contrapposti ai walker, camminatori senza tregua, ossia morti viventi. Romero aveva 28 anni quando ha diretto La notte dei morti viventi nel quale un gruppo di estranei cercano rifugio in una fattoria isolata per proteggersi da una folla di zombi aggressivi e cannibali.

Il regista americano ha usato gli zombi come un prisma di orrori attraverso il quale analizzare le abitudini e i costumi del tempo. Si capisce che, alla base, i film di Romero vogliono riflettere sul clima socio-politico delle varie epoche e lo hanno fatto in modo insolito collocando storie simili in decenni diversi. In questo, in particolare, c’è una continua allusione alla politica di Bush e allo strapotere che è riuscito a raccogliere nel corso degli ultimi anni. Il grande merito, dunque, da ascrivere a Romero non è tanto quello di aver inventato un genere, quello horror, ma di averlo allargato per dire qualcosa di nuovo. Ci sono sangue, violenza, divertimento, paura e ironia ma striscianti emergono i riflessi del mondo di oggi.

Nel film molta attenzione è stata data al trucco. Il regista voleva evitare un eccesso di effetti digitali e, a questo fine, lo sguardo spento dato dall’uso di lenti a contatto doveva farli sembrare il più possibile realistici. C’è stata una particolare attenzione al trucco del viso, del corpo e dei capelli. Questo elemento è dato anche dal fatto che i morti si sarebbero trovati a “vivere” all’aperto in qualsiasi condizione climatica, scegliendo, dunque, capigliature aggrovigliate, capelli forti, grossolani e simili a spaghi.

Nel cast compare, tra gli altri. la nostra Asia Argento che non riesce a trattenere l’entusiasmo parlando di Romero: “ E’ un dio. Lo ammiro da quando avevo otto anni, ricordo di aver visto la videocassetta di Zombi. Sono cresciuta con i suoi film, hanno significato molto per me. Gli zombi ci coinvolgono nel profondo come qualcosa di ancestrale: è il terrore dei morti che resuscitano”. Vedendo il film, si respira fino in fondo questa sensazione. Lo spettatore è pienamente consapevole di vivere in una società violenta difficile da restaurare e gli zombi mettono paura non tanto perché sono violenti ma perché sono implacabili, non danno tregua. L’orrore nasce proprio dall’unione di questi due elementi: dall’impossibilità di recuperare un ordine ormai perduto e dalla presenza di elementi che possono rigenerasi come e quando vogliono.

Titolo originale: Land of the dead

Nazione: Canada, Francia, U.S.A

Anno: 2005

Genere: Azione, Horror

Durata: 93’

Regia: George A. Romero

Sito ufficiale: www.landofthedeadmovie.net

Sito italiano: www.laterradeimortiviventi.it

Cast: Simon Baker, John Leguizamo, Asia Argento, Robert Joy, Dennis Hopper, Eugene Clark, Jennifer Baxter

Produzione: ark Canton, Bernie Goldmann, Peter Grunwald

Distribuzione: UIP

Data di uscita: 15 Luglio 2005