Dopo "Hero", ancora combattimenti volanti nella Cina antica per il regista di "Lanterne rosse", nuovo re del cinema cappa e spada orientale
Probabilmente nessuna cinematografia può vantare, al pari di quella cinese, una così meticolosa attenzione alle componenti "artistiche" di un film di genere. In effetti, apparentemente, un convenzionale melodramma spadaccino, sempre in bilico tra eros e tanathos, potrebbe, sulla carta, dar l’impressione di una semplice rivisitazione di temi avventurosi in salsa orientale o, allo stesso tempo, risvegliare sopite curiosità cinefile.
Potenza della riscoperta del cinema di genere: chi lo considera manieristica operazione di manovalanza, chi lo interpreta in chiave di rilettura originale dei classici. Certamente il risultato dipende da chi porta a termine il progetto e, in questo caso, la mano esperta di Yimou e la sensibilità visiva di Zhao Xiaoding (autore della fotografia, candidato all’Oscar per questo film), riescono a mettere in luce tutte le qualità originali che gli stereotipi del genere wuxia sono in grado di offrire. In un racconto di fuga, ricerca, amore e tradimenti, sullo sfondo del disfacimento dell’impero della dinastia Tang (nel IX secolo d.C., per noi occidentali) in Cina, si scontrano e duellano i sentimenti di guardie reali e membri di una setta - la Casa dei pugnali volanti - che mira a rovesciare le sorti del governo. Tra continui ribaltamenti di fronte, colpi di scena, inseguimenti e sfide con spade, pugnali e frecce, come tragedia vuole, si giungerà al chiarificatore ed epico epilogo in cui Amore e Morte saranno alla resa dei conti.
Non è la storia a rendere merito al film, e di certo non ne voleva essere la protagonista, per quanto possibile. La forza di questa pellicola sta nel riproporre stilemi ed archetipi del genere cappa e spada cinese con rinnovata sensibilità, attraverso le potenzialità degli effetti speciali e l’impeccabile padronanza del colore e della composizione dell’inquadratura.
Se battaglie in folti canneti e sanguinosi combattimenti sulla neve riescono a soddisfare anche l’occhio più esigente, sono però forse la linearità della trama e l’altalenante grado di coinvolgimento nelle vicende dei protagonisti a far perdere a "La foresta dei pugnali volanti" la battaglia, tutta interna, ma sempre su altissimi livelli, con "Hero", primo wuxia di Zhang Yimou.
Titolo originale: Shi mian mai fu
Nazione: Cina
Anno: 2004
Genere: Azione, Romantico
Durata: 119’
Regia: Zhang Yimou
Sito italiano: www.bimfilm.com
Cast: Takeshi Kaneshiro, Andy Lau, Ziyi Zhang
Produzione: Edko Films, Zhang Yimou Studio
Distribuzione: BIM
Data di uscita: Cannes 2004
21 Gennaio 2005