"Familia Tortuga" vincente a Pesaro

Premiato il film messicano di Ruben Imaz Castro

Articolo di Alessandro Cuk - Pubblicato mercoledì 4 luglio 2007

Famiglia Tortuga, opera prima del regista messicano Ruben Imaz Castro, vince il Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè. La giuria, composta da Mimmo Calopresti, Cecilia Dazzi, Lidia Ravera, Adrienne Mancia e Michele Anselmi, ha deciso di premiare il film messicano tra gli otto concorrenti in gara. La giuria ha motivato la sua scelta “per la sensibilità con la quale, raccontando la progressiva crisi di una famiglia messicana immersa in una corale solitudine, il regista Ruben Imaz Castro riesce ad intrecciare indagine psicologica, qualità stilistiche e sguardi coinvolgenti sulla condizione umana. Emoziona specialmente il personaggio dello zio Manuel, interpretato da Manuel Plata Lopez: malato ma fattivo, è lui il vero collante di quella piccola comunità”.

Il film, diretto dal ventottenne autore messicano, racconta la storia di una famiglia dove il punto di riferimento è il vecchio zio che passa il suo tempo a pulire la casa, a fare da mangiare e a parlare da solo con due tartarughe. E’ lui a fare tutto, ma poi viene lasciato sempre solo perché i due nipoti sono in cerca della loro identità e si trovano spesso in giro, nella speranza di trovare un briciolo di umanità nella grande città. Il capofamiglia è senza lavoro e anche lui cerca una soluzione ai suoi problemi girando con la macchina e facendo piccoli lavoretti. A tenere insieme o forse a separare queste persone è un lutto, la morte di una donna che era il punto di riferimento per tutti.

Su tutti comunque incombe la solitudine, chi sta in casa e chi gira è ugualmente solo allo stesso modo e la quotidianità spinge sempre di più verso l’individualismo, facendo in modo che anche i legami più semplici diventino complicati, con il rischio di essere in uno stato di continuo isolamento. Secondo il regista è “una famiglia che sta perdendo i suoi sogni più semplici, quelli che normalmente ci permettono di trovare l’amore e una meta”. La giuria ha anche attribuito una menzione speciale al film cinese Jin tian de yu ze me yang/How is your fish today di Guo Xiaolu “per l’efficacia con cui coniuga una raffinata ricerca espressiva (la voce fuori campo che, come una coscienza molesta, lega e spiega le immagini e l’appassionata denuncia della difficoltà del vivere, oggi, in un mondo senza progetti e senza sogni, senza percorsi prescritti e senza forti motivazioni collettive. Per la chiarezza, venata di ironia, con cui racconta la coazione tutta contemporanea a vivere attraverso la vita di qualcun altro, come il personaggio, inventato dal giovane sceneggiatore, protagonista per poter viaggiare verso una meta qualunque”.