"Francesco Ciusa, gli anni delle Biennali 1907-1928"

Il ritorno a Venezia del pioniere della scultura sarda

Articolo di Eleonora Speranza Nalesso - Francesca Cavazzana - Pubblicato domenica 9 dicembre 2007

Dopo cent’anni, lo scultore sardo Francesco Ciusa approda nuovamente a Venezia con le sue sculture, proponendo un’immagine culturalmente inedita e intellettualmente forte della Sardegna dello scorso inizio secolo.

Lo spazio della Società Adriatica di Navigazione di Venezia ospita la mostra Francsco Ciusa: gli anni delle Biennali (1907-1928), un omaggio e una riscoperta che la Fasi (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), congiuntamente al Circolo Eleonora d’Arborea di Padova e al Circolo Ichnusa di Mestre, vogliono presentare e riproporre alla città lagunare, che per prima decretò il successo dello scultore a livello nazionale. La sua Madre dell’ucciso fu una delle punte di diamante della Biennale del 1907, storica manifestazione artistica, veneziana per antonomasia. Questo fu l’evento che lo portò ad essere considerato il “Grazia Deledda della scultura”. La mostra si apre con quest’opera scultorea di carattere fortemente drammatico, con attenzioni spiccatamente veriste e coinvolgenti. È proposta alla vista del fruitore di profilo, in modo da risaltare le qualità plastiche del pezzo e da mediarne il carattere doloroso. Uno specchio posto di lato offre la visione latrale della statua, che appare ancora più attraente, senza straniare il visitatore e lasciandolo vigile del percorso da intraprendere.

Continuando il percorso, scandito dalle pennellature rosse, si possono apprezzare altre opere, affiancate da uno specchio laterale che concede al visitatore di osservare ogni scultura sotto diversi profili, senza per questo straniarlo dal percorso e permettendogli comunque d’avere una visione onnicomprensiva. Tra queste spicca Il pane, scultura bronzea che come nell’opera precedente, la descrizione realistica dei particolari si combina con la composizione geometrica e la staticità della posa. Le sculture proposte, di grande formato, si alternano a due disegni che appartengono agli anni Venti, periodo di relativa stasi dell’artista. La caratteristica del segno, veloce e incisivo del primo, si concretizza in un sapore nettamente più divisionista nel secondo. Le opere si susseguono in un clima raffinato e contemplativo fino a giungere alla stampa dell’opera L’ucciso, lavoro distrutto durante i bombardamenti di Cagliari del 1943, che rappresenta un pastore morto e deposto nudo come un Cristo in croce, sopra ad un gregge di pecore.

La mostra esalta il sapore forte e malinconico di una terra aspra e contadina, segnata da lutti e tormenti, dove la religione e la forte appartenenza alla propria terra fanno da filo conduttore tra le opere. Francesco Ciusa (Nuoro 1883 – Cagliari 1949) diviene il portavoce plastico di questo paesaggio e ripropone temi e volti a lui familiari con un linguaggio che non scade mai nel regionalismo, ma rimane caratterizzato da un segno forte e drammatico che si evolve in metafora della sofferenza umana. L’allestimento dell’esposizione, ideato dall’architetto Roberto Zanon, racchiude le opere in intimi angoli visivi che invitano alla contemplazione e che non permettono la dispersione dei capolavori nel bellissimo, ma complicato, spazio al pianterreno della Società Adriatica. La volontà dell’architetto mira alla rappresentazione evocativa del ritorno dell’artista sardo “in continente” grazie ad una serie di zattere poligonali che suggeriscono l’idea di una nave andata in pezzi durante il lungo viaggio verso Venezia. L’omaggio va anche al luogo ospitante, che ha sede proprio alle Zattere, e dove il colore dominate dei pannelli che ricreano lo spazio è il rosso veneziano, che riesce a risaltare i gessi ed i bronzi, evidenziandone anche i profili.

La struttura allestitiva è realizzata da una serie di pedane di legno verniciato in rosso con una finitura superiore in tavolato di legno sbiancato: una sorta di zattera che diviene essa stessa supporto espositivo. Il risultato e un allestimento molto raffinato e rispettoso, che parte dal dialogo con l’opera e con lo spazio, da cui si genera un organismo allestitivo che media un’idea di viaggio e finalmente ritorno.

"Francesco Ciusa, gli anni delle Biennali 1907-1928"

Fondamenta Zattere Ai Saloni 1412 (30123) Venezia

orario: 10:00-17:00 chiuso il lunedì

Per informazioni: Mostraciusa.org@libero.it

ingresso libero