Panorama

"Improvvisamente l’inverno scorso" di Gustave Hofer e Luca Ragazzi

I gay? Malati e sofferenti

Articolo di Nicola Cupperi - Pubblicato sabato 15 marzo 2008

Gustav e Luca sono due ragazzi che convivono da anni; la loro relazione, infatti, va avanti da nove anni (auguri a loro). Vivono a Roma, entrambi sono giornalisti, Gustav nel campo dell’arte, Luca in quello del cinema.

Stando insieme da così tanto tempo i due si chiedono quando in Italia riuscirà finalmente a vedere la luce una legge che regolarizzi le coppie di fatto. Quando, nel 2006, sale al governo il centro sinistra, i due ragazzi esultano: nel programma della coalizione vincente è prevista la creazione di una legge sulle unioni civili. Gustav decide così di coinvolgere Luca nella realizzazione di un documentario che testimoni la discussione della legge, che raccolga e diffonda le opinioni della gente in proposito, e che, i due sperano, abbia il lieto fine da tempo atteso.

Ovviamente, purtroppo, tutti sappiamo com’è andata a finire. Il governo cade, e i due registi si ritrovano a dover assistere a un circo mediatico impressionante di commenti più o meno autorevoli sulla priorità, la giustizia, la moralità di questa legge sulle coppie di fatto. Nasce così la commissione parlamentare volta a trovare un accordo sulla millantata legge; il centro sinistra con un rapido colpo di spugna si scorda di aver mai messo nel programma elettorale la legge sulle coppie di fatto; il centro destra snocciola percentuali inventate di sana pianta (un esilarante Buttiglione) per giustificare l’attacco alle unioni civili; ci si mette pure la Chiesa, col nuovo presidente del Cei, monsignor Bagnasco, che attacca con ferocia i DICO, che a suo dire sono pericolosi nei confronti della famiglia naturale.

Gustav e Luca scendono anche per le strade, ascoltando il parere sia di una campana sia dell’altra; e devono constatare, con grande amarezza, che la gente italiana non fa altro che ripetere a pappagallo le opinioni, già di per sè stereotipiche, della classe politica. E quando non ripetono le posizioni dei politici ripercorrono quelle della Chiesa, in alcuni casi ferme a trent’anni fà: "gli omosessuali sono malati, ne soffrono, e dobbiamo aiutarli a estirpare il loro demone". Non sembra esserci nessun lieto fine in arrivo; ma i due ragazzi, con la classe, l’ironia molto queer e la brillantezza che li contraddistingue non perdono le speranza per un futuro in cui le coppie di gay, ma anche le coppie etero non desiderose di sposarsi, possano ottenere i diritti che spettano loro.

Certamente il documentario in questione, in corsa per il Teddy, il premio per il film con le migliori tematiche queer, farà dividere: non pretende, infatti, di nascondere la sua preferenza verso l’idea - l’idea, si badi bene, non l’ideologia - che i due autori ritengono essere quella giusta. Luca e Gustav si mettono in gioco, mettono il loro faccione davanti alla telecamera, non si nascondo nemmeno per un secondo di film, nemmeno seguendo il corteo di un gruppo di estrema destra. Non sembra nemmeno che questo film voglia fare cambiare idea a chicchessia. L’impressione è quella che i due registi vogliano dimostrare e l’arretratezza del pensiero politico e sociale italiano, e l’ingerenza della Chiesa cattolica negli affari secolari italiani, e l’ingenuità di molte delle persone interpellate, che senza un minimo di ragionamento critico alle spalle si schierano a priori da un parte o dall’altra. Un documentario, quindi, per far riflettere, ancora una volta, sull’Italia di oggi.

Un film di Gustav Hofer, Luca Ragazzi

Genere Documentario

Colore 80 minuti

Produzione Italia 2007.