Tempo di lettura: quanto volete voi

Se amate il mondo delle serie televisive, in questo periodo non si parla d’altro. Sarà perché è luglio, perché anche le serie più attese sono in vacanza, ma Stranger Things è al centro delle conversazioni di ogni binge watcher che si rispetti. E non solo, in effetti. Scemata l’attenzione per Pokémon GO (qui torniamo al ’96), si è scatenata online la corsa alla vivisezione di Stranger Things

In pochi giorni, decine di post e articoli hanno invaso la rete accanendosi sulla “rivelazione” televisiva dell’estate 2016. Intendiamoci, di ragioni per parlare di Stranger Things ce ne sono, eccome. Ed è chiaro che qui, noi, siamo solo i (pen)ultimi della cucciolata ad avventarsi sulla preda. Ma da dove viene l’attenzione verso questa serie che ha posseduto in brevissimo tempo riviste specializzate e generaliste, quasi si parlasse di Game of Thrones?

Luglio col bene che ti voglio

D’estate, l’agenda dell’intrattenimento è scarna come il vostro frigorifero al ritorno dalle vacanze. Specialmente in Italia. Storicamente, quando non si hanno argomenti, si parla del caldo. Ora, tra bere due litri d’acqua e non sostare a mezzogiorno in un parcheggio asfaltato, è il fenomeno Netflix a portare un po’ di refrigerio. Ecco allora che la scelta di rilasciare Stranger Things il 15 luglio ha colpito nel segno: meno concorrenza, focus mediatico, hype gestibile con prezzolata attenzione. [p.s. Se lo fa Netflix è cool; se lo fa Sky – con l’altrettanto interessante, ma troppo contemporanea serie Billions – è flop].

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Cosa resterà di questi anni ’80

Niente da fare, nulla attira i Millennials quanto il vintage. Se parliamo di Anni ’80 poi, le discoteche si riempiono, i ricordi d’infanzia si risvegliano e tutti siamo pronti a difendere il nostro decennio dell’imprinting, nel bene e nel male. D’altra parte, se siamo cresciuti così… (vi risparmio l’aggettivo), ci sarà una ragione. Ecco allora che il fuoco sacro del revisionismo audiovisivo non può che farci amare da subito una serie che non riprende le atmosfere di quegli anni, ma le vive nativamente. E con buona qualità artistica, peraltro.

Stranger Things è uscito direttamente Anni ’80

Ora, se volete comprendere il valore della serie potete leggere come il vintage anni ’80 che si contrappone all’oggi sia una prospettiva nuova del contemporaneo, oppure potete cogliere tutti i riferimenti e gli omaggi di Stranger Things ai film anni ’70 e ’80 nel divertente video che trovate qui sotto. C’è chi si domanda quanto può essere citazionista una serie tv? e chi parla degli anni ’80 come una nuova – vecchia – età dell’innocenza.

Noi, ragazzi di oggi

Il cast di Stranger Things è quantomai azzeccato. Su tutti spicca la ragazzina “strana” Eleven (la bravissima Millie Bobby Brown), ma le icone Anni ’80 che risvegliano i nostri neuroni impomatati sono altre: Wynona Rider e Matthew Modine. Redivive star di cult indimenticati – da Edward mani di forbice a Full Metal Jacket – i due attori profumano di familiare e, per stare in tema, creano un portale spazio temporale tra quello che è stato e quello che sarà.

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The Final Countdown

Il contapagine di articoli inerenti Stranger Things si aggiorna di minuto in minuto. Se volete capire in breve di cosa parla ve lo spiega Il Post; se vi domandate perché vedere questa serie, la risposta arriva addirittura da Tv Sorrisi e Canzoni. Se avete divorato gli otto episodi della prima stagione, Rolling Stones anticipa cosa aspettarsi nella seconda (che, a occhio, ci sarà di sicuro).

E ancora, ovunque troverete liste di motivi che fanno di Stranger Things:“la serie dell’estate”

Tutti questi fattori ovviamente, da soli non bastano a spiegare il successo della serie. Alla base di tutto resta l’ispirazione felice degli ideatori – i fratelli Matt e Ross Duffer – e la scelta apprezzabile di non aver tradito l’atmosfera perfetta e il sano racconto di genere in nome di un’ambizione che, solo sulla carta, sarebbe stata autoriale.