Il Teatro Stabile del Veneto perde la qualifica di Teatro Nazionale: le reazioni del mondo culturale e politico

Sino al 2020 il Teatro Stabile del Veneto (TSV) perde la qualifica di Teatro Nazionale. Quali le conseguenze per sistema teatrale del Nord Est nel suo complesso? Se ne è parlato nei giorni scorsi per iniziativa della stessa istituzione veneziana nella sala conferenze del  palazzo “Grandi Stazioni di Venezia” in una conferenza stampa molto affollata che ha visto l‘intervento di Giampaolo Beltotto vice Presidente del TSV, dell’Assessore alla Cultura della Regione del Veneto Cristiano Corazzari e di Franco Noss Oser Presidente AGIS del Triveneto.

Il filo conduttore della corposa relazione di Beltotto può essere riassunto nello slogan “Non per polemica ma per trasparenza”: il vicepresidente del TSV, sul filo del sarcasmo non disgiunto da una determinazione, a volte puntigliosa ha fatto un confronto fra il tanto lavoro svolto negli ultimi anni, segnati da un generalizzato incremento di spettatori, recite e produzioni registrati nel triennio 2014-17 e l’attribuzione dei punteggi effettuata dalla Commissione Cunsultiva Teatro del Mibact che ha inspiegabilmente decretato l’esclusione del TSV dal novero dei Teatri Nazionali. Beltotto ha assicurato che comunque il Teatro si attiverà per ottenere il contributo statale come Teatro a rilevanza culturale. Gli obiettivi del TSV restano, comunque, configurati per tenere in vita nel Veneto un Teatro Nazionale.

Franco Noss Oser, di recente entrato a far parte del consiglio di amministrazione dello Stabile, ha manifestato il proprio rammarico per la cessazione dell’esperienza da lui strenuamente sostenuta nel 2015 di fondere in un unico soggetto la fondazione Atlantide, lo stabile privato di Verona e il Teatro Stabile del Veneto, ha sottolineato come la decisione sia stata assunta dalla Commissione senza che siano stati emanati i decreti attuativi della recente legge sullo spettacolo dal vivo ed ha ricordato come nel Consiglio Regionale del Veneto sia in discussione l’attesissima legge regionale sullo spettacolo dal vivo. L’Assessore Corazzari, socio fondatore del Teatro Stabile nel 1992, ha espresso la vicinanza della Regione Veneto al mondo del teatro e ha ribadito la primaria importanza di difenderne il ruolo con il concorso di tutte le istituzioni dell’intero Nord Est che debbono in questa situazione più che mai fare squadra.

Sono, infine, intervenuti Paolo Giaretta, Vice Presidente dell’Orchestra di Padova e del Veneto, i rappresentanti del Comune di Padova e di Venezia, soci fondatori assieme alla Regione Veneto del TSV. Non sono mancate, in chiusura, le voci dei dipendenti dello Stabile grazie all’intervento di Paola Busolin della Cisl.