#TeatroLuogo: la musica al Teatro Verdi di Pordenone

L’esperienza di Leonardo lancia la programmazione musicale 2017-2018

L’obiettivo è quello di superare i confini della stagione musicale per arrivare ad offrire una programmazione capace di proporre alla cittadinanza un’offerta artistica continuativa, rendendo il Teatro sempre più uno spazio da vivere. Ecco perché #teatroluogo è destinato a diventare il titolo del cartellone musicale del Teatro Verdi di Pordenone, forte della testimonianza del giovane Leonardo, protagonista di un video che in pochi minuti racchiude l’emozione del suo primo incontro con il teatro e il senso di un amore incondizionato.

Così la nuova programmazione si riunisce attorno a due importanti incontri con la musica sinfonica, divenuti ormai di tradizione per il Teatro Verdi. L’inaugurazione ufficiale è affidata infatti al doppio appuntamento con la Gustav Mahler Jugendorchester, per la prima volta in residenza a Pordenone per mettere a punto il programma dei concerti che costituiranno le tappe di un tour internazionale, diretta da Ingo Metzmacher con Jean-Yves Thibaudet al pianoforte, e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, a maggio, con Gražinytė-Tyla sul podio, primo direttore donna nella storia a essere nominata a capo della City of Birmingham Symphony Orchestra, con Jan Lisiecki, tra i ritorni più graditi.

Ben radicato sul territorio al punto da poterne reinterpretare le tradizioni e la sua storia, a cent’anni dalla Battaglia di Caporetto il Teatro accoglie il Coro Ana di Milano con una selezione di canti alpini e militari armonizzati da Arturo Benedetti Michelangeli, recentemente raccolti in un disco per la Decca, mentre il Coro e l’Orchestra del Teatro di Trieste propongono un altro aspetto della vocalità, i Carmina Burana.

Nel giorno della memoria Krzysztof Penderecki giunge a Pordenone nella doppia veste di direttore e compositore per elevare il significato di questa ricorrenza attraverso il repertorio polacco, culminante nella sua Quarta Sinfonia, dirigendo la Sinfonietta Cracovia, mentre Jordi Savall espande i confini territoriali della musica attraverso Istanbul, viaggio all’origine della tradizione musicale.

Il pianoforte torna ad essere protagonista sia nel recital di Benedetto Lupo, interamente dedicato all’opera di Debussy nel centenario della sua scomparsa, che al centro di alcune formazioni cameristiche molto incoraggianti, tra le quali figurano l’unione di Alessandro Taverna al Quartetto Bennewitz o ancora Shlomo Mintz a Silvia Chiesa e allo stesso Maurizio Baglini, direttore artistico del Teatro di Pordenone. Il Quintetto cameristico è di scena in altri tre appuntamenti, declinato nelle sue possibili geometrie sonore nel colore degli archi grazie a Marco Rizzi, Gabriele Pieranunzi, Simonide Braconi, Francesco Fiore ed Enrico Bronzi, in quello dei fiati con Stuttgart Consort e nella compenetrazione dei due timbri con il Quartetto Brentano e Alessandro Carbonare al clarinetto.

La musica di tinge di rosa nel canto di Regula Mühlemann, che insieme alla Kammerorchester Basel presenta il suo ultimo disco mozartiano, e con il violino di Amanda Favier per rivivere, con il suo gruppo, i suoni della laguna veneziana, da Antonio Vivaldi a Bruno Maderna. John Axelrod e la Filarmonica Arturo Toscanini omaggiano il grande repertorio del primo Novecento americano con la Rapsodia di Blue di Gershwin e West Side Story di Bernstein, consegnando il testimone a Sentieri Selvaggi che, con la musica di Nyman e Glass, quest’anno compie vent’anni di concerti. A questo va senz’altro aggiunto il concerto finale del Concorso di Porcia, il grande cinema muto e tanti altre occasioni di incontro.