dall’India viene invece l’unico documentario in gara quest’anno nel concorso internazionale del Ca’ Foscari Short Film Festival. Si tratta di Thankamma, ovvero una breve intervista-ritratto dell’omonima donna indiana che da oltre settant’anni, con la sua imbarcazione, è l’unico collegamento tra una sponda e l’altra in un villaggio isolato sulle rive del fiume Neyyar, nel sud dell’india.

La donna racconta al giovane regista B. Ramabhadran la sua storia, da quando, giovane bracciante, veniva pagata in riso e frumento, a quando è diventata una sorta di eroina locale. Curvata dall’età, ma ancora perfettamente a suo agio a bordo della sua barca, Thankamma rappresenta la storia del partito comunista indiano, con le sue storie di lotte sindacali prima ancora che i sindacati esistessero nel paese. “Se non riuscirò a camminare mi trascinerò a votare” spiega la donna” non sia mai che si perda il mio voto per il partito”.

Il regista poi approfitta del documentario per dare agli spettatori uno spaccato della situazione di estrema povertà in cui versano alcuni villaggi dell’India meridionale. La sessa Thankamma viene pagata pochissime rupie per il suo servizio, con le quali mantiene uno stile di vita rigidissimo nella abitazione precaria (una sorta di capanna) in cui vive. Ciò nonostante la donna continua a parlare di tempi peggiori, mostrandosi però preoccupata per il futuro non suo, ma del suo paese.