“Kiss & Cry” di Chloé Mahie e Lila Pinell

A colpi di lama su ghiaccio

La quindicenne Sarah riprende gli allenamenti di pattinaggio artistico nella sua società, a Colmar, senza aver chiaro se la sua passione infantile è ancora intatta oppure se lo sta facendo solo per compiacere l’ambiziosissima madre. Appena rientrata in squadra, si ritrova immersa nella violenza della competizione ad alti livelli, dove la rivalità tra le ragazze è feroce e l’allenatore è un bullo, probabilmente campione irrealizzato o uomo frustrato. E’ tutto un cadere sul ghiaccio per realizzare difficili coreografie e ormoni adolescenziali che non sanno bene cosa vogliono.

 

Primo lungometraggio di finzione di Lila Pinell e Chloé Mahieu, Kiss & Cry inizia la gestazione durante un lavoro precedente, Boucle piqué, sempre sul pattinaggio, delle registe. E’ un film di mostri: dai genitori agli insegnanti, spietati e grotteschi. Le due registe vorrebbero filmare e mostrare la brutalità degli adolescenti e dei loro genitori. In realtà ci sono tante bozze, troppe cose lasciate per aria che avrebbero bisogno almeno di una punteggiatura caratteriale.

Girato in cinque settimane con attori non professionisti è, come dichiarato dalle registe, una storia improvvisata. Ma la sfida è troppo complessa e Pinell e Mahieu prendono una bella botta sul ghiaccio. Lo schema utilizzato è quello del documentario, mentre la narrazione è di finzione. Una commistione che le due registe non sono in grado di compiere.