Il brillante e geniale sceneggiatore della serie televisiva americana Veep, porta in concorso al 35° Torino Film Festival una commedia nera, colta e sagace, liberamente ispirata alla graphic novel La Morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robins (pubblicata in Italia da Mondadori).

Quando Joseph Stalin, l’uomo che aveva governato l’Unione Sovietica per 33 anni, ebbe unictus il 2 marzo del 1953, cominciò una lotta spietata per la successione tra i suoi sottoposti,ognuno dei quali cercò di scavalcare i rivali con abili manovre e assicurarsi di eliminarli primadella morte del leader supremo e della nomina del suo successore. Nei due giorni di zuffa peril potere, quegli uomini adulti furono accecati dalla follia, dal vigliacco egoismo e dalla bassa disumanità. Questi eventi incredibili ma veri hanno ispirato la graphic novel La morte di Stalin.

Il regista, con la produzione, ha ricreato a Londra la Russia degli anni 50 e ha girato un film caustico sulla dittatura e la sete di potere.
“Il mio intento era quello di girare una tragi-commedia, nel senso che la commedia e la tragedia sono presenti durante tutto il film, spesso contemporaneamente nella stessa scena, perché la situazione era davvero quella. Abbiamo fatto delle ricerche sulla Mosca degli anni ’40 e ’50 ed era un periodo orribile: chiunque conosceva qualcuno che era stato spedito in un gulag o a cui avevano sparato. Sapevo che dovevamo essere estremamente rispettosi del fatto che milioni di persone sono state uccise o sono scomparse, e non è qualcosa che si può ignorare o spiegare con una battuta. Bisogna prenderne atto consciamente in ogni fase del film”.
La grande abilità di Iannucci è stata quella di cogliere il lato ridicolo della dittatura con tutte le sue contraddizioni e lavorare con delicatezza per trovare quel difficile equilibrio tra satira e tragedia umana.
Il film racconta fatti veri, si dilunga un po’ troppo, ma raggiunge il suo scopo principale che è quello di divertire sparando a zero sui regimi totalitari con gag ben congegnate e dialoghi pungenti.