Dopo il primo episodio, tradizionalmente “doppio”, Lynch e Frost, probabilmente per non rallentare il fluire della narrazione diluendo già la parte più introduttiva della narrazione, decidono di trasmettere anche terzo e quarto episodio nella stessa serata.

Il punto della situazione

Il punto focale della narrazione sembra per ora essere, come prevedibile, il conflitto a distanza tra Cooper, appena ritornato nel mondo fisico, e BOB, che con l’aspetto di quest’ultimo tenta di sfuggire al suo necessario ritorno nella Loggia. Il primo sembra essere stato reinserito nella società da una manovra di MIKE, mentre il secondo, osteggiato dalle forze della Loggia, ha un incidente in auto, viene arrestato, ed è quindi costretto a fingere di essere il vero Dale Cooper dinanzi alle autorità e all’unità investigativa che si occupa dei fatti intorno alla gabbia di vetro, capitanata dal redivivo e sempre più sordo Gordon Cole, interpretato ancora una volta da Lynch stesso.

La serie

Dunque, aldilà delle nuove linee narrative che hanno ormai definitivamente preso forma e aprono a notevoli prospettive, quello che colpisce immediatamente lo spettatore è la prima sequenza della puntata: dieci minuti buoni del Lynch più saturato e anarchico. Ritorniamo ancora indietro (forse) nel tempo e assistiamo al percorso di Dale Cooper dalla Loggia Nera al mondo fisico, che avviene attraverso una presa di corrente dopo una fuga surreale attraverso una serie di stanze che dal palazzo della gabbia conducevano prima nel mezzo del cielo notturno e poi in un piccolo tinello in mezzo al mare; ad aiutarlo, due donne, a guardia ciascuna di una (la?) cassaforte. La primissima parte dell’episodio, disturbata cromaticamente (è tutto meravigliosamente violetto) ma anche a livello audio-visivo (lo stop-motion, il suono disturbato e la donna malformata ricordano i sogni di Eraserhead), vede l’agente speciale sfuggire a una innominata e non vista entità inseguitrice per piombare davanti a un focolare trai mondi (dove ad aspettarlo c’è quella che sembra Ronette Pulaski) e ancora dopo in una stanza d’albergo con una prostituta, andando a sostituire un secondo doppelgänger, Dougie Jones.

Ora, il fatto stesso che quest’ultimo sia sparito immediatamente e che MIKE si sia rivolto a lui con il verbo “manufacture” lascia sperare che non sarà causa di ulteriori preoccupazioni, casomai ci rivela che la Loggia Nera in questo momento è ben disposta nei confronti del Cooper-vero per ripristinare l’equilibrio. Di conseguenza in questi 25 anni gli era stato creato una sorta di back-up, attraverso un fantoccio il cui scopo era fare da segnaposto per l’agente. Allo stesso modo MIKE, che ha agito con il vecchio sistema dell’anello verde del BRACCIO/Nano per “teleologizzare” un seme di garmonbozia, fa sì che Cooper vinca uno spropositato montepremi giocando d’azzardo per evitare che la moglie ignori il comportamento del Cooper appena uscito dal mondo allegorico, che di fatto sta reimparando a vivere, comportandosi come noble savage.

Per quanto riguarda BOB/l’altro Cooper, oltre al non riuscire più a metabolizzare la garmonbozia e al fatto che i sicari che vogliono ucciderlo continuano a moltiplicarsi (cosa di cui Cooper-vero è, almeno a livello inconscio, consapevole, in quanto si nasconde alla loro vista), non è possibile dare per scontato il fatto che stia mentendo, dato che Philip Jeffries (David Bowie in Fuoco cammina con me) sembra essere non solo una copertura affidabile (in quanto morta) ma anche una figura collegata alle attività passate tanto di BOB-in-Cooper quanto di Gordon e in particolare di Albert, che di fatto ha aiutato BOB in un’altra faccenda “Blue Rose” (i “casi particolari” sotto la supervisione di Cole), riguardo alla quale per ora sappiamo solo che l’anima del Maggiore Briggs trai mondi ha ritenuto opportuno ricordarlo a Cooper a inizio episodio, e che bisognerà chiedere aiuto, probabilmente a Lil, personaggio apparso in Fuoco cammina con me che una rosa blu la portava al bavero, o alla Signora Ceppo.

Sul fronte Twin peaks, geograficamente parlando, tutto tace. O almeno non succede nulla fisicamente, però, in primo luogo, anche se il vice-sceriffo Hawk e la sua sgangherata squadra non trovano una pista accettabile, perlomeno adesso sono a conoscenza della connessione tra Garland Briggs e Cooper grazie a Bobby, potendo contare adesso anche sullo sceriffo Frank Truman, ritornato dal weekend di pesca, ma non ancora sul fratello di questi, malato, nonché sceriffo nelle prime due stagioni.

Ora, l’episodio è stato particolarmente denso, la narrazione in queste prime tre ore e mezzo si è pienamente avviata e anche se le caratteristiche idiosincratiche della TV non permettono la potenza registico-estetica di Fuoco cammina con mela presenza registica dell’Autore si fa sentire: non c’è un attimo perso, nessun primo piano di raccordo di troppo, nessuna conseguenza dei necessari intervalli pubblicitari sul montaggio o sulla prevedibilità della struttura. E senza nemmeno intaccare quel quid di indefinito che danza tra surrealismo e “meta-“, spesso sfociando nel grottesco, si veda lo scimmiesco Cooper che piano piano sta recuperando i suoi tratti distintivi da personaggio-nel-personaggio, non come semplice incarnazione narrativa. Il nuovo Twin Peaks è immagine e somiglianza (ma soprattutto immagine) non del vecchio Twin Peaks, ma del cinema lynchano. C’è, per quanto possibile, volontà di innovare, di arricchire, e non di soddisfare i nostalgici.

Tutto questo mentre, proprio in barba alla nostalgia, compaiono altri nuovi personaggi, Wally, il figlio di Lucy a Andy, interpretato da Michael Cera in versione Marlon Brando, e la prima musa, Naomi Watts, nel ruolo di Janey-E, moglie dell’artefatto clone Dougie, mentre le vecchie linee narrative rimangono sopite, dato che per ora non stiamo vedendo più né i fratelli Horne, ora dediti al commercio, legalizzato, di Marijuana, né il dottor Jacoby, che sembrava dover fare qualcosa di decisamente importante, etc. Solo la conclusione ci riporta agli anni’90: come nello stesso episodio, ritorniamo al Bang Bang Bar, dove ancora una volta è la musica del trio femminile di DJ a concludere l’episodio. Ma sul significato di ciò, potrebbe essere opportuno ritornarci successivamente.