Entriamo definitivamente nell’arco finale di Twin Peaks – The return con questo tredicesimo episodio, foriero di grandi novità e collegamenti.

Il punto della situazione

Per la prima volta dopo qualche episodio rivediamo BOB, intento a inseguire il suo (sedicente) assassino Ray nel covo della sua banda, mentre Cooper sventa un altro tentativo di assassinio in maniera fortunosa e grazie al supporto dei Mitchum ora è apprezzato tanto a lavoro quanto a casa. Nel frattempo a Twin Peaks la vita prosegue e allo stesso modo proseguono lentamente le varie sottotrame: Jacoby incontra Nadine, Sarah Palmer è a un passo dall’esaurimento, Becky sta ancora cercando Steve, e Norma sta avendo problemi economici.

La serie

Come già nelle puntate immediatamente precedenti, la narrazione si fa sì più compatta, ma nella seconda parte dell’episodio si rompe con questa recente abitudine per offrirci un quadro generale delle storyline secondarie e delle possibili convergenze. La prima parte dell’episodio, dunque, regge certamente meglio, sia per il diretto coinvolgimento nella trama principale, sia perché concentra tutte le migliori sequenze dell’episodio. I primi 30′ sono dedicati ai due personaggi interpretati da Kyle MacLachlan, aprendo dopo lo scarso minutaggio recente per entrambi a un confronto diretto tra i due. Dopo la scena iniziale, che vede Cooper entrare in ufficio cimentandosi in un numero da musical assieme ai fratelli Mitchum e alle loro conigliette, grottescamente fuori luogo e divertente nel provocare un contrasto tra l’ufficio in festa senza veri motivi e Anthony nascosto dietro la propria scrivania mentre rimira il fallimento del suo piano. Cooper schiva anche il successivo goffo tentativo di avvelenamento con il solito mix di fortuna e aiuti di MIKE e costringe (si fa per dire) Anthony a confessare, confermando il coinvolgimento con Duncan, che adesso dovrà occuparsi in prima persona del problema onde non incorrere nell’ira di BOB.

BOB invece qualche problema sembra averlo, ma non esita a ricorrere alle soluzioni più brutali per risolverli. In questa parte della puntata si concentrano tutta una serie di sottesi che rivelano molto più di quanto non sembrino fare in un primo impatto. Parlando della banda, in primo luogo, vediamo che essa coinvolge sia Ray che Richard Horne, facendoci intendere il collegamento con Twin Peaks per quanto riguarda questo nuovo traffico di droga e il ruolo di Red. Ma è dall’altro lato che le cose si fanno interessanti, non solo perché lo stesso Ray viene rivelato essere in combutta con Hastings, ma anche perché è stato aizzato da MIKE, il quale oltre ad avergli di fatto commissionato l’omicidio e il recupero del doppelgänger, è anche alla base di tutte le scoperte di Hasting e Ruth. Ed ecco svelato il motivo per il quale Ike the Spike ha ucciso prima dell’inizio della serie la bibliotecaria, BOB s’è occupato della moglie di Hastings e i woodsmen di quest’ultimo in prima persona non appena è entrato in un luogo a portata. Qui viene svelato il senso della reintroduzione nel mondo fisico del famigerato anello verde, che serviva per ristabilire l’equilibrio per trascinare l’anima di BOB nella Loggia cosí come ha permesso a Cooper di uscire. Ora l’anello è arrivato di nuovo nelle mani di MIKE tramite il “sacrificio” di Ray e l’Uomo-con-un-braccio-solo ha di fatto visto fallire completamente il suo piano mentre BOB è entrato in possesso delle coordinate che lo porteranno a confrontarsi a metà della montagna con il corpo di polizia di Twin Peaks e con il quartetto FBI, oggi eccezionalmente assenti.

Resta da chiarire il ruolo dell’Albero/BRACCIO che, in quanto evolutosi, dovrebbe partecipare in maniera più superpartes, e da notare la riappropriazione autoriale da parte del duo per quanto riguarda la lotta quasi forzata tra i due ex-compagni, cancellata nella serie ma presente in Fuoco cammina con me. Si apre comunque a un nuovo scenario, ora che la garmonbozia in entrata di Ray ha idealmente pareggiato quella di BOB in uscita: che l’omicidio di Cooper non sia ormai più necessario é difficile da credere (BOB lo vuole fuori gioco per ovvi motivi) ma non é affatto scontato che BOB, Mike, e forse a questo punto l’Albero ragionino allo stesso modo con i medesimi obiettivi, ergo non é da escludersi a priori che Cooper possa rimanere orfano dell’aiuto della Loggia. Resta in dubbio anche il ruolo del Gigante, ammesso e non concesso che spazi tra lo studio di Ben Horne e il figlio di Dougie e Janey-E come sembra, perché sinora non ancora fatto alcuna mossa, ma un suo contrattacco é sempre più probabile, visto anche il sinora senza consefuenze ritorno di Audrey e il sempre presento spettro di Josie Packard.

L’ultima parte dell’episodio è infatti dedicata al sottobosco twinpeaksiano, tra cui una Audrey sempre intrappolata in casa che in questo episodio rivela una sorta di strana sudditanza psicologica nei confronti del maritino, pur volendo sempre andare in cerca del fantomatico Billy. Pochi minuti le sono concessi, che di fatto era la rivelazione dello scorso episodio, cosí come hanno poco spazio ciascuno i vari Becky, Shelly, Norma, Jacoby, Sarah, Nadine, Ed Hurley, i cui personaggi stanno prendendo posizione per l’ultimo atto. All’appello manca solo Jerry Horne, che a quanto pare non ha ancora risolto l’alterco con il suo piede destro.

In conclusione, l’episodio segna un ritorno brusco alla trama orizzontale abbandonando la fase di transizione. Fattore che si nota anche nel cambio di passo nel montaggio, ora più serrato e meno propenso a farci dubitare che quello che vediamo sia sullo stesso piano temporale, giocando con i time-lapse. E finché il ritmo é cosí sostenuto la puntata funziona alla grande, tanto l’interrogatorio di Ray quanto l’esecuzione tramite partita a braccio di ferro del boss da parte di BOB sono costruite su una tensione che é frutto di un montaggio febbrile e irregolare capace di iconizzare le scene. Negli ultimi minuti dell’episodio si stacca un momento per mettere tutti i pezzi in posizione, ma questo non fa scemare la tensione costruita con la violenza di BOB e i deliri alla compagnia assicurativa. Ora che quasi tutti sono in possesso delle coordinate di Briggs (manca solo Cooper, ma lui ha problemi più gravi in questo momento, come non sapere chi é) il rendez-vous definitivo alla montagna s’avvicina sempre di più, fermo restando che là fuori ci sono ancora Duncan e Hutch, che la Red Room dovrà venire a patti con l’exploit di BOB, che nella cittadina sta per scoppiare qualcosa di enorme tra la rete criminale, il sempre più probabile sdoppiamento Richard/Red, il bambino zombie partorito dal terreno, il fatto che BOB ha reclutato altre forze in loco, il ritorno di Audrey e l’attesa paziente sia del Gigante che del fu Nano.