Venezia omaggia Salvatore Sciarrino con un nuovo ritratto in musica

Il direttore Marco Angius introduce il concerto del Leone d’oro alla Biennale Musica

Il seguente testo è stato tratto da una comunicazione telefonica con il direttore Marco Angius, in questi giorni impegnato tra Londra e Venezia con le prove del concerto di premiazione della Biennale Musica, in vista della consegna del Leone d’oro al compositore Salvatore Sciarrino che avrà luogo a Venezia sabato 8 ottobre alle ore 20.00.

Abbiamo cercato di offrire in un unico concerto un ritratto d’artista il più possibile esauriente, ripercorrendo alcuni momenti essenziali dell’opera di Salvatore Sciarrino, dal passato ad oggi, con la presentazione in prima assoluta di Immagina il deserto. Il poter eseguire …da un Divertimento, un’opera che ho sempre desiderato affrontare, consente di individuare l’essenza del primo periodo compositivo di Sciarrino per la sua capacità di rivelarci in che modo il compositore si pone nei confronti dell’avanguardia. Partendo dalla sua particolare predisposizione a creare una serie di pezzi musicali materici, ovvero capaci di trascendere il brano musicale per riversarsi in una materia viva, ottenuta grazie ad espedienti che riescono a presentarci un’opera in grado di respirare e comunicare per mezzo di una sorta di linguaggio astratto. Sebbene non ci è consentito percepirne il significato, ci offre la possibilità di identificarli come strumenti animati, che respirano.

Nell’incontro di sabato mattina cercheremo di illustrare come il compositore più eretico nel panorama dell’avanguardia sia in realtà molto legato al passato e alla tradizione classica, come poi testimoniano le sue rielaborazioni da Gesualdo a Mozart, da Scarlatti a Rossini. Sarà dunque interessante creare un collegamento tra la musica di Sciarrino e alcuni passaggi del grande repertorio storico come i Trois Poèmes de Stéphane Mallarmé di Ravel e le Tre liriche giapponesi di Stravinskij, avvicinati grazie ad una rinnovata linea interpretativa, a riprova del forte legame che il compositore ha sempre nutrito nei confronti della tradizione.

Immagina il deserto è un pezzo che fa parte di un ciclo vocale attualmente in corso di realizzazione che rivela un rinnovato interesse verso il recitar cantando, l’interazione tra gli strumenti e la voce, una forte teatralità che consente agli strumenti di trasfigurare completamente un ambiente sonoro, il ruolo del silenzio in un processo di prosciugamento della scrittura ma anche di sofisticazione secondo la quale gli strumenti non si rivelano mai per quello che sono realmente ma sotto altre forme sonore. In questo senso la ricerca di Sciarrino rivela una missione che richiede altro tempo e nuovi sforzi, parte dei quali sono condensati nella presentazione dell’opera in prima esecuzione.

Il testo del primo pezzo che da il titolo ad Immagina un deserto, deriva da un messaggio ricevuto via whatsapp, successivamente elaborato sotto il profilo poetico. L’immagine del deserto simboleggia il perdersi dell’individuo nell’incapacità di rintracciare l’orizzonte. Si tratta essenzialmente di un invito ad osservare l’infinito racchiuso nelle piccole grandi cose del quotidiano come occasione per riscoprire il mondo, una sollecitazione a tornare a meravigliarci davanti al deserto, davanti alle cose che sembrerebbero non offrire alcunché.

Inoltre il lavoro che sto affrontando con la London Sinfonietta ha per me un grande valore simbolico. I ricordi mi riportano alla mia adolescenza quando ricevetti in regalo un disco inciso dall’orchestra diretta da Riccardo Chailly. Ma ancor più sorprendente è stato per me ritrovare, in questi giorni di prove qui a Londra, lo stesso fagottista che figurava tra i musicisti del disco. Ritrovarsi a lavorare insieme dopo degli anni, nonostante molti elementi siano cambiati, per un interprete ha un valore molto forte sia dal punto di vista affettivo che professionale, un confronto molto stimolante che mi porto dentro da molto tempo. Alla London Sinfonietta si aggiunge poi il soprano Anna Radziejewska, una delle interpreti elettive della musica del Maestro.

Con Salvatore Sciarrino si è avviato un rapporto che negli anni ha subito un cambiamento significativo, dai primi incontri di studio fino alle attività più recenti come quelle delle Lezioni di suono, tenute recentemente a Padova, che coronano una frequentazione che dura da quasi trent’anni e che prosegue oggi con il Leone d’oro alla carriera di questa edizione della Biennale Musica.

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA: SALVATORE SCIARRINO

LEONE D’ARGENTO: RYO MURAKAMI

cerimonia di consegna del Leone d’oro e del Leone d’argento

a seguire

LONDON SINFONIETTA

Salvatore Sciarrino (1947) …da un Divertimento per 10 strumenti (1968-70, 20′)

Maurice Ravel (1875-1937) Trois Poèmes de Stéphane Mallarmé (1913, 12’)

Salvatore Sciarrino Immagina il deserto (2016) per ensemble e soprano – prima es. ass. – commissione La Biennale di Venezia

Igor Stravinskij (1882-1971) Tre liriche giapponesi per soprano e ensemble (1912-13, 4’)

Igor Stravinskij Due poesie di Bal’mont per soprano e ensemble (1911, arr. 1954, 3’)

Salvatore Sciarrino Cantiere del poema per soprano e 10 strumenti (2011, 25’)

Marco Angius direttore

Anna Radziejewska soprano