100 CELLOS – Live at Teatro Valle Occupato

Giovanni Sollima e i suoi 100 violoncelli

Li abbiamo visti sul palco del concerto del Primo Maggio e prima ancora al Teatro Valle occupato, e grazie al disco di Casa Musicale Sonzogno (uscito il 29 aprile 2013), abbiamo la possibilità di rivivere infinite volte la magia dell’ambiziosa, e quanto mai preziosa, idea di Giovanni Sollima e dei suoi 100 violoncelli.

Il progetto, nato dalla collaborazione tra l’etichetta Cinik, la Casa Musicale Sonzogno, Giovanni Sollima, il Teatro Valle Occupato e i tanti artisti che l’hanno voluto condividere, è – come recita il comunicato stampa – prima di tutto un’esperienza. E non avrei saputo trovare un’espressione più calzante. Per chi con la musica ci lavora, ci vive (o prova a viverci), o semplicemente ci sta bene, questo disco rappresenta un atto di coraggio, una coscienza condivisa e finalmente uscita allo scoperto, un’alzata di testa, in un momento storico in cui la cultura è scivolata in fondo agli interessi e alle priorità dello Stato.

Nel marzo 2012 Roma ha ospitato la prima reunion italiana di violoncellisti, sulla falsa riga di quella organizzata da Rostropovich una quindicina d’anni fa, in occasione delle celebrazioni per i 10 anni dalla caduta del muro di Berlino. Sulla carta, un’operazione ambiziosa questa ideata da Giovanni Sollima e da Enrico Melozzi, che proprio della sua apparente utopia ha fatto un punto di forza. L’idea è stata quella di formare una vera e propria orchestra di soli violoncelli attirando, magneticamente su invito, musicisti da tutto il mondo di età e formazione diverse, con la voglia di esplorare repertori nuovi e trasversali, per creare una sorta di laboratorio creativo permanente e al tempo stesso in movimento. E così ci sono le note suonate, e ci sono tanti altri suoni, respiri, rumori di reazione, di adrenalina esplosa o trattenuta, di commozione e sentimento più o meno inespressi.

Questo è “Live at Teatro Valle Occupato”, un disco che fa dell’errore la sua regola, dell’iperbole la sua poesia. Il disco ospita, tra gli altri, Marco Mengoni, Sarah Jane Morris, Enrico Dindo, Elsa Lisa, Paolo Damiani, Monika Leskovar, Enrico Melozzi, Mauro Valli, Naomi Barril, Jacopo Di Tonno, Silvia Chiesa, Maurizio Baglini, Giovanni Ricciardi.

Di riflesso, anche la tracklist rispetta la natura trasversale del progetto, passando da Haydn a Tom Waits, da Britten ai Nirvana, da Debussy a Marco Mengoni, e poi ancora a Bach. Un disco quanto mai da vivere, più che da ascoltare.