“20 SIGARETTE” DI AURELIANO AMADEI

Una storia personale

Venezia 67. Controcampo Italiano
Aureliano ha 28 anni e non riesce a trovare un lavoro stabile. Vorrebbe fare l’attore e quando un regista, Stefano Rolla, gli chiede di seguirlo in Iraq per collaborare alla realizzazione di un film, lui accetta senza esitare. La partenza all’improvviso e poi l’arrivo in un paese distrutto dalla guerra.

11 novembre 2003. Aureliano atterra in Iraq e raggiunge la base White Horse dove si sono stabilite le truppe di pace italiane. Il giorno successivo il ragazzo giunge presso la caserma di Nassirya insieme al regista e ad alcuni soldati. Dal momento del suo arrivo nel paese straniero è riuscito a fumare poche sigarette: non ha neanche finito un pacchetto quando scoppia l’attentato alla caserma. Aureliano viene gravemente ferito, ma riesce a mettersi in salvo. Viene portato all’ospedale americano della città e poi trasferito a Roma. Il giovane passerà un lungo periodo di degenza in ospedale. L’orrore vissuto lo ha cambiato radicalmente e spinto a raccontare la sua storia.

Aureliano Amadei, unico sopravvissuto all’attentato di Nassirya in cui morirono 19 italiani, aveva già scritto nel 2005 il libro Venti sigarette a Nassirya in cui raccontava la propria drammatica esperienza. Ora presenta il suo primo film nella sezione Controcampo Italiano della 67ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Amadei non espone un oggettivo e scarno resoconto dei fatti, ma predilige un punto di vista soggettivo sull’accaduto. Venti Sigarette esprime lo sguardo di un io sul mondo e non riprende solo gli avvenimenti di quei tragici giorni. Il film traccia un iter personale: racconta la famiglia, gli amori, l’intimità e le difficoltà di un ragazzo qualunque precipitato in quell’inferno di proiettili e sangue che è la guerra.

Venti Sigarette si sviluppa inizialmente come una commedia, «come a sottolineare che, spesso, i problemi che viviamo nel quotidiano ci sembrano enormi, fino a che non entriamo in contatto con problemi più seri». Dopo le prime scanzonate sequenze, lo spettatore rimane ancor più sconvolto dallo scoppio della strage: l’attacco alla caserma è girato interamente in soggettiva affinché l’esperienza sia presentata in modo coinvolgente e realistico. Altre sequenze (quella finale con il flashback del bambino morto o quella dell’incontro con i genitori del soldato ucciso) raggiungono punte di toccante drammaticità, ma il film non risulta completamente riuscito a causa di alcune cadute di stile ed esasperazioni comiche.

Svariati momenti umoristici risultano inadatti e forzati, ad esempio quello in cui Aureliano accoglie politici e giornalisti nella propria stanza in ospedale o quello in cui il padre lo guida sulla sedia a rotelle per i corridoi del reparto. Si ha l’impressione che i registri drammatico e comico non siano accostati in modo appropriato: se i toni da commedia si addicono alla prima parte del film, di certo stonano riapplicati alle sequenze successive alla strage.

Titolo originale: 20 sigarette
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 94′
Regia: Aureliano Amadei
Sito ufficiale: www.20sigarette.it
Cast: Carolina Crescentini, Vinicio Marchioni, Fabrice Scott, Giorgio Colangeli, Massimo Popolizio, Antonio Gerardi, Gisella Burinato, Luciano Virgilio, Orsetta De Rossi, Duccio Camerini, Edoardo Pesce, Alberto Basaluzzo
Produzione: Cinecittà
Distribuzione: Cinecittà Luce
Data di uscita: Venezia 2010
08 Settembre 2010 (cinema)