“2012” di Roland Emmerich

A che ora è la fine del mondo?

Secondo il calendario Maya il 2012 sarebbe la data della fine del mondo. E il film, dopo un prologo ambientato nel 2009, quando un giovane fisico indiano scopre i primi segni di tale sconvolgimento, ci mostra cosa accade nel 2012 quando la crosta terrestre comincia a spostarsi provocando terremoti e tsunami e quando le autorità americane guidano un piano per la costruzione di sei gigantesche arche che mettano in salvo almeno una piccola parte dell’umanità.

Come in ogni disaster movie, anche in 2012 la catastrofe, sebbene radicata in cause fisiche, allude a qualcos’altro, a un “male” che sta altrove. E a cosa alluda 2012 lo si intuisce quando, in una delle prime sequenze, si vede velocemente la data fatidica comparire sul cartello di un dimostrante che protesta contro il G8 e per la cancellazione del debito. Il “male” a cui il film allude è dunque la divisione tra chi ha e chi non ha, tra Nord e Sud del mondo, tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.

Le fratture nel terreno alludono alle fratture sociali: la competizione sfrenata, gli “spiriti animali”, l’egoismo corrodono la solidarietà e i legami sociali e rischiano di portare l’umanità alla distruzione. Questo è il monito di Emmerich, che però è ottimista: nel mondo che vediamo ripartire dopo il disastro cambia non solo la coscienza degli uomini (ora si suppone più improntata all’altruismo e ai valori di cui sono portatori lo scrittore interpretato da John Cusack e lo scienziato idealista) ma, metaforicamente, anche la conformazione orografica della Terra (ora le vette più alte si trovano in Africa…).

Come i precedenti lavori di Emmerich (uno specialista di apocalissi: Independence day, L’alba del giorno dopo), 2012 è un film costoso, ricco di spettacolari effetti speciali e di azioni dalle dimensioni colossali, ma elementare nella suspense (ridotta in sostanza a una serie di countdowns: arrivare alla macchina prima che sia inghiottita dalla voragine, chiudere il portellone dell’arca prima dello scontro con la montagna, ecc.), schematico nella costruzione dei personaggi (immediatamente riconoscibili nella loro funzione, a cominciare dall’eroe John Cusack, per certi versi simile al Tom Cruise de La guerra dei mondi – mezzo fallito, con un matrimonio finito alle spalle, deve salvare il mondo e contemporaneamente riconquistare la propria fiducia come padre), esageratamente enfatico nell’uso delle luci e della musica. E con un messaggio umanitario generico e innocuo (che nelle vicende di Cusack assume i toni di una stucchevole esaltazione della famiglia).

A proposito di questo messaggio è da segnalare una frase pronunciata dal personaggio di Cusack che suona un po’ come una sorta di rivendicazione da parte di Emmerich della sua visione del mondo e di replica preventiva ai suoi critici: parlando dei commenti ricevuti dal suo libro, lo scrittore dice infatti che “i critici mi prendono per un inguaribile ottimista, per un ingenuo… ma che ne sanno i critici?”.

Titolo originale: 2012
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Fantascieza, Drammatico
Durata: 158′
Regia: Roland Emmerich
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/2012
Sito italiano: www.2012-ilfilm.it
Cast: John Cusack, Woody Harrelson, Thandie Newton, Johann Urb, Amanda Peet, Oliver Platt, Danny Glover, Chiwetel Ejiofor, George Segal, Jimi Mistry
Produzione: Centropolis Entertainment, Sony Pictures Entertainment (SPE), Farewell Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 13 Novembre 2009 (cinema)