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Crimini e misfatti dal Festival -5-

Il mistero di Venezia: che fine hanno fatto le chiavi delle Toilette?

Che qualcuno ci restituisca le chiavi del bagno. L’ha già scritto Alberto Crespi su l’Unità. Noi, rincariamo la dose.

E’ davvero singolare che il timore delle forze dell’ordine (e degli organizzatori della mostra) sia tale da privarci anche di questo piccolo e legittimo contentino.
A parte le file estenuanti (sì, anche in bagno!) è imbarazzante vedere gli escamotage e i trucchetti utilizzati per non essere colti in fallo in attività poco nobili. C’è chi con un piede tiene la porta per non farla aprire. Chi urla un “OCCUPATOOOO!!!” che rimbomba per tutta il perimetro del Casinò e chi, disperato (e rassegnato), cerca di sorridere e nascondere l’imbarazzo quando, inevitabilmente, qualcuno da fuori spalanca le porte.

Ora, di questo passo, si arriverà all’ultimo giorno del Festival con tecniche sempre più sottili e raffinate per espletare, ciascuno, i propri bisogni.
Ci si chiede poi, in via del tutto informale, quale sia il vero motivo della sparizione delle chiavi.
Forse la nascita di un sotterraneo mercato nero, luogo in cui estorcere altri soldi ai poveri malcapitati. Il prezzo lo fai tu. E varia secondo necessità.

Si accettano suggerimenti e scommesse.

p.s. non c’è verso, neanche in bagno, di evitare una conversazione con il collega di turno. Che cosa ha visto, da quale sala viene, come è stato il film?
Guai a non rispondere.

pierpaolo.simone@nonsolocinema.com