lunedì, Luglio 20, 2026
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”40 secondi” di Vincenzo Alfieri

Film vincitore del Premio speciale della Giuria al cast alla Festa del Cinema di Roma 2025, 40 secondi di Vincenzo Alfieri racconta l’ultima giornata di Willy Monteiro e le dinamiche disumane che hanno portato alla morte del giovane, ucciso a mani nude da due fratelli.

Le vicende sono ispirate a fatti realmente accaduti, anche se non sempre aderenti del tutto alla realtà.

Ciò che invece resta invariato è l’orrore di questo caso, l’efferatezza, il fallimento di una società che talvolta si rivela essere del tutto priva di valori, cieca dinnanzi a catastrofi annunciate.

La scelta del regista di raccontare le ore che precedono l’omicidio da diversi punti di vista contribuisce proprio a creare un contesto ricco di dettagli, per far comprendere il clima di violenza accettata dalla comunità che regnava a Colleferro in quel periodo.

Il rischio del film era de-responsabilizzare gli assassini spiegando le cause del loro atteggiamento, ma fortunatamente questo non avviene: neppure quando si viene a conoscenza della situazione familiare – un padre violento – precedente si empatizza con chi ha ucciso senza pietà. 

Appare, invece, un po’ incerta la posizione che si vuole dare ai personaggi di Cosimo e Maurizio – le persone da loro rappresentate sono state condannate rispettivamente a 21 e 23 anni di carcere, ma nella pellicola Maurizio sembra quasi estraneo ai fatti.

Il grande pericolo di un’opera di questo genere, dunque, si attua parzialmente: i processi si devono svolgere in aula, analizzare fatti di simile gravità comporta sempre dei rischi. Complessivamente, 40 secondi rispetta e onora la memoria di Willy, non spettacolarizza una morte violenta e scioccante, al contrario funge da testimonianza – a cinque anni di distanza – per raccontare quanto avvenuto, col potenziale di poter rivestire questa funzione anche in futuro.

Il cast ha lavorato in simbiosi, misurandosi con una sfida difficile per tutti. Molte scelte tecniche riguardanti la fotografia – che ricorda moltissimo, soprattutto nelle sequenze della discoteca, la serie Euphoria – e la colonna sonora concorrono alla formazione di una verosimiglianza del mondo degli adolescenti e dei giovani coinvolti.

Una pellicola con una potente funzione sociale, da far vedere ai giovani, nella speranza di un futuro più umano.