PAUL NEWMAN, con il suo sguardo magnetico e gli indimenticabili occhi blu, è quest’anno il manifesto del Torino Film Festival. L’immagine iconica scelta è una fotografia scattata nel 1981 da Eva Sereny (Iconic Images) durante le riprese del film Diritto di cronaca (Absence of Malice), diretto da Sydney Pollack.
Nel centenario della nascita di uno dei protagonisti più amati della storia del cinema gli è dedicata una retrospettiva con 24 film.
STELLE DELLA MOLE
Il secondo anno del torinese Giulio Base alla direzione del festival sabaudo, ha incrementato la svolta decisamente hollywoodiana: il tappeto rosso della città infatti si è di nuovo popolato di personaggi celebri più numerosi che mai, artisti e registi, cui è stato assegnato il riconoscimento Stella della Mole. Ecco chi sono, in ordine alfabetico. I film ad essi collegati sono naturalmente fuori concorso.
Antonio Banderas, che ripresenta “Dolor y gloria” (2019) , di Pedro Almodòvar. Un premio che mi è molto gradito e che ha lo stesso nome di Stella, mia figlia. E delle riprese del film racconta: “Avevo avuto un infarto del miocardio e mi sentivo Ulissa che cercava Itaca”. Poi parla della sua grande, vera e prima passione, il teatro: “Uno spazio piccolo chamato palcoscenico dove succedono cose da tremila anni: se prendi una sedia è una sedia, ma se la metti su un palcoscenico è subito teatro”.
Juliette Binoche, parigina, 61 anni, attrice e regista del documentario presentato al 43°TFF In-I In Motion: “il fine della recitazione è il dono di se, la trasformazione; queste sono la vera soddisfazione del fare arte”.
Jacqueline Bisset, attrice britannica, classe 1944.È stata protagonista con Paul Newmann di due film (L’uomo dai 7 capestri, del 1972, di John Huston e Ormai non c’è più scampo, del 1980, di James Goldstone) e de La donna della domenica, di Luigi Comencini, interamente girato a Torino nel 1975, ma ancora sempre del sempre attuale, gustoso e amatissimo dal pubblico. Alla presentazione della pellicola, Bisset ha ringraziato l’Italia per aver insegnato la cultura al mondo. Bisset è oggi l’unica sopravvissuta di tutti quei formidabili cast, registi compresi.
Daniel Brühl, reso celeberrimo nel 2003 dal successo internazionale di Good By Lenin, al TFF presenta invece il più recente Rush di Ron Howard, del 2013, dove interpreta il corridore automobilistico Niki Lauda. Brühl, spagnolo e tedesco, classe 1978, intelligente artista, poliglotta e versatile: “Amo Torino – dice in perfetto italiano – e apprezzo molto questo festival del cinema”.
Sergio Castellitto: romano, 72 anni, presenta al TFF la pellicola Zorro, trasposizione cinematografica dell’omonimo monologo teatrale, scritto dalla moglie Margaret Mazzantini, dove risalta la sua straordinaria capacità di attore e regista.
Terry Gilliam, statunitense, classe 1940, inimitabile regista di numerosi film paradossali e anticonformisti, presenta Paura e delirio a Las Vegas, del 1998,.“Vorrei parlare del tempo a Londra – dice – è terribile ma è più caldo che a Torino.”. Garantisce che, nonostante quello che si vede nei suoi film, non si è mai drogato. Visto che è arrivato a quell’età ancora lucido, forse gli si deve credere.
SPIKE LEE, 68 anni da sempre sempre vissuto a New York, che ci tiene a precisare “Non ho niente contro Sinner, è un grande tennista e amo lo sport, specialmente la pallacanestro”. E si irrita se si definisce Highest 2 Lowest, suo ultimo lavoro, un remake: “Io non faccio remake, io faccio reinterpretazioni. Lee è il regista delle pellicola che si ispira a quella giapponese High and Low di Akira Kurosawa del 1963 a sua volta basata sul racconto del 1959 King’s Ransom, dello scrittore statunitense Ed McBain.
Claude Lelouch, parigino, classe 1937, celeberrimo Maestro della Nouvelle Vague: Alla mia età – dichiara – spesso si comincia a fare le cose per l’ultima volta … non ho paura della morte perché è la destinazione di ciascuno di noi e visto che nessuno se ne è mai lamentato credo che sia veramente la più bella invenzione che sia mai stata fatta per farci godere della vita.
Al TFF presenta Un uomo, una donna, da lui diretto nel 1966 con l’indimenticabile colonna sonora di Pierre Barouh. Il film conta ancora una sala piena di un pubblico appassionato e commosso: “Girato con pochi soldi e pochi mezzi ma con entusiasmo, questo film è un miracolo. Se 60 anni fa mi avessero detto che oggi avrebbe avuto ancora così tanti spettatori, non ci avrei creduto: Oggi ho 60 anni di meno!”
Lelouch è oggi l’unico rimasto in vita della meravigliosa troupe di quell’indimenticabile film.
Vincent Lindon, attore francese, classe 1959, al TFF presenta In guerra di Stéphane Brizé (2018).
Vanessa Redgrave, britannica, attrice, attivista, interprete teatrale e cinematografica, classe 1937. Al TFF presenta The Estate il più recente film di Carlo Gabriel Nero, figlio suo e dell’attore italiano Franco Nero.
Stefania Sandrelli, attrice nata a Viareggio nel 1946, al TFF presenta C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola. Anche lei è oggi l’unica vivente della grandiosa troupe di quel film che si rivede ancora con interesse.
Aleksandr Sokurov, regista russo, classe 1951, nel 2003 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva completa, la prima in Italia su di lui. Nel 2006 il Reykjavík International Film Festival gli ha conferito il premio alla carriera. Ha vinto il Leone d’oro a Venezia 2011 con il film Faust. I suoi film sono stati premiati da vari festival, tra cui Berlino, Cannes, Mosca, Toronto e Locarno. Al TFF presenta Arca Russa (2002).
I FILM DEL 43° TORINO FILM FESTIVAL
120 film (104 lungometraggi e 16 cortometraggi)
Selezionati su circa 5.500 titoli arrivati in selezione
23 anteprime mondiali
11 anteprime internazionali
9 anteprime europee
42 anteprime italiane
Aggiornamenti sul Festival tutti i giorni su Raiplay all’indirizzo 43TFF
Sito internet https://www.torinofilmfest.org











