5 nuove sale alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Si ampliano gli spazi del museo veneziano

Da tempo era nota l’inadeguatezza degli spazi dell’Accademia, una delle istituzioni più prestigiose della città lagunare, per accogliere la gran mole di opere donate da privati mecenati e collezionisti internazionali fieri del loro patrimonio artistico così valorizzato e fruibile dal pubblico anziché essere relegato sulle pareti di eredi, egoistici fruitori.

La notizia dell’apertura di cinque nuove sale al piano terra delle Gallerie, è stata quindi accolta con grande soddisfazione e adeguatamente celebrata da autorità civili. In queste sale verranno sistemati le opere del Sei, Sette, Ottocento, molte delle quali mai viste prima se non dagli esperti. E’ un vuoto che viene a colmarsi ed ora lo svolgersi della pittura dal Trecento al Cinquecento ha una sua logica continuità. Le quarantasei opere sono state disposte secondo un ordine tematico allo scopo di favorirne la comprensione al grande pubblico.

La Samsung, leader mondiale nel mercato media digitali, che dà lavoro a 307.000 dipendenti in 84 Paesi, ha realizzato le soluzioni più avanzate per una cultura dell’innovazione di cui la scuola più all’avanguardia ha usufruito favorendo l’accesso specie alle nuove generazioni molto più a loro agio di quanto lo fossero genitori e nonni con questi nuovi strumenti spesso capricciosi e irritanti per gli analfabeti del Web che però desiderano non restare esclusi da questi nuovi strumenti di conoscenza dal potenziale enorme. Risponde a questa esigenza il progetto Smart Futura in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore per promuovere la digitalizzazione dell’insegnamento negli Istituti della scuola primaria e secondaria inferiori italiani ,dotandoli di tecnologia e formazione e coinvolgendo studenti, insegnanti e genitori. Ci si è attivati per avvicinare studenti, docenti e genitori al mondo e al pensiero computazionale a cominciare da 950 scuole che hanno aderito alla iniziativa.

Prima ancora di insegnare l’uso di questi strumenti elettronici si cerca con varie iniziative di convincere i più tradizionalisti diffidenti verso tutto ciò che mette la persona umana in secondo piano. Siamo ancora, per fortuna, ben lontani dalla realizzazione di quei macchinari cui si pensa da tempo capaci di attivarsi senza l’intervento umano. Si tornerà alla caverna platonica con l’uomo relegato in una rotta e robot al comando? L’ipotesi è agghiacciante meglio tornare alla Nostra Accademia e seguirne il percorso lungo le sale. La prima sala spiega come ci si deve muovere all’interno per uno sguardo non superficiale delle opere esposte per approfondirne la conoscenza.
Attraverso due totem multimediali si possono avere informazioni generali sulla sala sulle collezioni del museo, sulla storia dell’arte veneta.

La seconda sala rievoca le origini più remote della collezione museale nata come raccolta accademica a scopo didattico. Sono esposti ritratti di Francesco Maggiotto, Luigi Crespi, Francesco Hayez e Ludovico Lipparini noto per essere stato il maestro di Hayez: tavolozze, tele, incisioni, disegni sono rappresentati come simbolo del prestigio ottenuto. La terza sala è dedicata alla grande pittura veneziana dei soffitti: Cerere e Ercole del Veronese e il maestoso soffitto del Tiepolo accompagnato dai suoi bozzetti e da quelli di altri artisti veneziani del Settecento.

La quarta sala: Domenico Fetti, Nicolas Regniere, Bernardo Strozzi, fra gli altri, guardano dalle pareti: secondo il gusto del tempo le opere dei pittori moderni convivono con esemplari della pittura pastorale accostati a dipinti di soggetto religioso dei secoli passati. Nella quinta sala domina l’architettura del Palladio descritta attraverso un grande schermo dove si vedono le trasformazioni architettoniche ed urbanistiche del complesso edilizio che contengono l’Accademia, con le sale espositive costruite a partire dalla prima metà dell’Ottocento.