‘Cicatrici’ di Kronoteatro e ‘Jacob Von Gunten’ di Fabio Condemi alla Biennale Teatro

‘Cicatrici’,  ultimo capitolo del ‘Trittico della resa’ proposto da Kronoteatro alle Tese dei Soppalchi (ore 19.00) e ‘Jacob Von Gunten’ al Teatro alle Tese (ore 21.15) per la regia di Fabio Condemi  sono le due novità italiane proposte  in prima rappresentazione assoluta martedì 31 luglio al 46° Festival Internazionale del Teatro della Biennale.

Dopo “Cannibali’, con il suo sguardo alla famiglia, ed ‘Educazione sentimentale’ che si focalizza sulla società, ‘Cicatrici’ prende le mosse dal Tieste di Seneca: il racconto del potere si allarga alla storia, attraversando le epoche dall’antichità a oggi. In scena le figure che si sono avvicendate nei secoli sul trono del potere lasciandosi alle spalle masse inconsapevoli, escluse  da ogni struttura di comando: sul palco prende corpo  l’incessante danza del potere e del terrore di perderlo, della paranoia che il febbrile desiderio alimenta senza dare tregua.

Attraverso i millenni  lo schema si ripropone sempre immutato: il potente e il suo nemico, vero o presunto che sia, circondati da un coro  di manichini, testimoni, figli sacrificati.Ilpercorso di contaminazione con le arti figurative, iniziato con ‘Cannibali’, si rivolge qui all’arte scultorea: in scena con gli attori le figure lignee dell’artista piacentino Christian Zucconi. La drammaturgia è di Fiammetta Carena, la regia di Maurizio Sguotti, pure interprete assieme a Bubacarr Bah, Simone Benelli, Tommaso Bianco,  Matteo i Somma, Alhagie Barra Sowe.

Con ‘Jacob Von Gunten’ passiamo dal Tieste al manicomio di Herisau, dove Robert Walser si ritira volontariamente; prima svolge vari lavori, frequenta una scuola per maggiordomi dalla cui esperienza nasce il romanzo ‘Jacob Von Gunten’. La mezz’ora  dello spettacolo proposta lo scorso anno per il bando di Biennale College – Teatro  / Registi under 30 è valsa al regista Fabio Condemi una menzione speciale ‘per il rigore e l’inattesa ironia con cui ha affrontato un autore complesso come Robert Walser, dimostrando di possedere una solida conoscenza della grammatica scenica e una già matura capacità di analisi’.

Si tratta di  un romanzo-diario scritto nel 1909 e si svolge in una scuola che forma  figure addette alla cura di nobili e facoltosi, l’Istituto Benjamenta, luogo simbolico di tortura e felicità, ambiguo e fantastico: qui gli allievi, e tra questi Jakob Von Gunten, imparano l’educazione alla rovescia, l’obbedienza cieca fino alla dissociazione della personalità, al piacere di annullarsi.

La drammaturgia che ne trae Fabio Condemi, coadiuvato da Fabio Cherstich, divide lo spettacolo in quattro capitoli e procede per accostamenti non narrativi di episodi, parole e immagini tratti dal romanzo e dalle testimonianze sulla biografia di Robert Walser. Ne sono interpreti Gabriele Portoghese, Xhulio Petushi, Lavinia Carpentieri. Lo spettacolo è cooprodotto da fattore K e Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’amico con la collaborazione dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali. A Condem, è dedicato un incontro condotto dal critico di teatro Claudia Cannella (Giardino della Marceglia, ore 17.00).