“ADAM RESURRECTED” DI PAUL SCHRADER

Il clown dei miracoli

Anni ’60. Adam Stein, illusionista e intrattenitore di origine ebraica, dopo essere scampato all’Olocausto “per merito” del perverso comandante Klein, che lo obbligò a diventare suo cane, viene ricoverato in una clinica per superstiti dei lager.
Ad affiancare i laceranti traumi, il senso di colpa per non aver potuto salvare moglie e figlia dallo sterminio.
La scoperta di un misterioso degente spingerà Adam ad affrontare in modo definitivo i suoi fantasmi, con la speranza in una catarsi..

E’ tipico di molti autori offrirsi ai rischi della sperimentazione nelle prime opere, solitamente le più sincere, per poi trovare un profilo artistico, una specie di impronta, da sviluppare per il resto della loro carriera, spesso e volentieri trincerandosi dietro formule collaudate, al riparo dai possibili andirivieni dell’ispirazione.
Non è il caso di Paul Schrader, una fra le più importanti bandiere della New Hollywood, che ancora vede il cinema come strumento per penetrare le questioni più ostiche e delicate – verrebbe da dire “ultime”- dell’interiorità umana, accettando tutte le insidie che comporta l’esplorazione di nuove vie espressive.
Adam Resurrected è infatti un capolavoro che mette con le spalle al muro lo spettatore, senza dargli tregua da un ininterrotto flusso di domande, aporie morali e taglienti verità.

Tratto dall’omonimo libro di Yoram Kaniuk, è un film che cerca di strappare una speranza da un mondo nichilista, dove l’assenza di Dio, coincide con la mostruosità, in questo caso rappresentata dal fanatismo nazista.
“I crimini di Hitler sono i crimini del Signore” non è da considerarsi affatto un blasfemo anatema, ma la prima grande consapevolezza acquisita da Adam, che spazza via ogni appiglio metafisico, dal novero delle possibilità umane di redenzione.
La salvezza non sta nella trascendenza verticale ma in quella orizzontale, ovvero nel dedicarsi al prossimo per ritrovare sé stessi, piuttosto che relegare, vanamente, le proprie speranze in un altrove ultraterreno.

L’iniziale percorso di involontaria autodistruzione di Adam, il cui corpo al pari di un martire evangelico, sanguina spontaneamente senza motivo, trova una svolta positiva nel rapporto con un ragazzino traumatizzato, recluso in una cella segreta della clinica, anch’egli abbruttito dalle coercizioni di qualche comandante di lager, che lo ha obbligato a comportarsi come un cane.
Il ragazzino, emblematicamente chiamato David, diventerà progressivamente lo specchio delle paure, dei sensi di colpa, ed infine la chiave del riscatto decisivo di Adam, il quale dovrà ingaggiare l’ultima lotta, nella cornice surreale del deserto, con lo spettro del comandante Klein (e con sé stesso) che ancora gli abita l’inconscio.

Riappaiono le radici calviniste di Schrader, in questo cammino salvifico, dove mitologia biblica – Adam(o) uomo del peccato originale e David (e) re dei giudei e Israele – e teorie junghiane convergono in immagini di grande forza evocativa, puntualmente guidate da uno stile asciutto e controllato che fa pensare ai classici come ben dimostra la struttura filmica, che alterna un passato immerso nel grigio, ed un presente dominato dai cromatismi asettici della clinica.

La ricchezza allegorica del film tuttavia non si esaurisce qui, in quanto Adam può essere considerato anche il depositario del potere “prodigioso” dell’arte, (in questo caso, com’è ovvio, la settima): clown, esibizionista ma soprattutto illusionista e dunque demiurgo di sogni come può esserlo un regista.
Perciò solo chi sa muoversi dentro i paesaggi dell’immaginazione può risolvere i conflitti interiori dell’anima e aprire un varco di luce nell’ombra più nera; sembra concludere Schrader.
Cuore pulsante della pellicola: un indimenticabile Jeff Goldblum, che fa scorrere sulla pelle le più svariate gamme di emozioni, anche contrastanti, con la stessa immediatezza di un bambino.
Ovviamente ci si augura, che Adam Resurrected, venga distribuito in un numero maggiore di copie, in quanto, un po’ di genuino cinema, fra la schiera di cinepanettoni, non starebbe affatto male.

Titolo originale: Adam Resurrected
Nazione: Germania, U.S.A., Israele
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 106′
Regia: Paul Schrader

Cast: Jeff Goldblum, Willem Dafoe, Derek Jacobi, Ayelet Zurer, Hana Laszlo, Joachim Król, Jenya Dodina, Veronica Ferres, Idan Alterman, Dror Keren
Produzione: 3L Filmproduktion, Adam Productions, Bleiberg Entertainment
Distribuzione: One Movie
Data di uscita: 03 Dicembre 2010 (cinema)