sabato, Luglio 11, 2026
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“AGATA E LA TEMPESTA” di Silvio Soldini

Agata nel paese delle meraviglie. Film colorato e surreale che sprigiona positività e speranza

E’ la storia di Agata, libraia genovese capace di scatenare tempeste emozionali, a tal punto da sconvolge la sua vita e quella delle persone che le stanno attorno.

L’ideale seguito di “Pane e Tulipani” è una commedia corale e intelligente che fa sorridere con piacere e leggerezza. Un film fatto, soprattutto, di sensazioni e suggestioni gioiose.

Agata, sensuale e solare libraia quarantenne, illumina con la sua carica di vitalità ed ottimismo le proprie delusioni d’amore; alleggerisce la pena del fratello Gustavo, che scopre d’esser stato adottato bimbo dai genitori, quand’è ormai un affermato architetto; accoglie con partecipazione nella famiglia il parente acquisito Romeo, rappresentante d’abbigliamento, afflitto dal senso di colpa per aver provocato l’invalidità di sua moglie, che ama e tradisce allo stesso tempo; ascolta i problemi di Maria, compagna di lavoro in libreria, costretta a badare ad un padre irresponsabile ed alcolizzato. Ma, sebbene il mondo di questi personaggi sia filtrato dallo sguardo di Agata, ci troviamo di fronte ad un film collettivo. Attorno ad Agata ruotano infatti, oltre a Romeo e Gustavo, molti altri personaggi, creando un vortice di vivacità, quasi un ballo circolare di gruppo, come sottolineano i numerosi movimenti circolari della macchina da presa e gli stessi movimenti dei personaggi (un ciclista che gira in un velodromo, una modella che sfila in tondo, un cimitero con tombe disposte a cerchio). Il risultato di questa danza a spirale, e conclusione (?) stessa della vicenda, è l’incontro dei vari personaggi in una comunità, in una famiglia “allargata” e atipica (e utopica?) dove ognuno mette di sé ciò che conosce meglio e ognuno può realizzare il proprio sogno nel cassetto.

Le storie si intrecciano come nei libri, si confondo, si accavallano per fondersi in un unico grande racconto. La storia è di per se complessa e ingarbugliata e non è certo su di essa che bisogna soffermarsi. Infatti, al di là delle storie dei personaggi e al di là di una sceneggiatura non sempre all’altezza della situazione, ciò che più colpisce dell’ultimo film del regista milanese è la sua atmosfera anti-naturalistica, gioiosamente magica e surreale. Lo stile narrativo, infatti, va ben oltre il realismo, per seguire la strada delle atmosfere surreali dal sapore almodovariano; situazioni al limite del grottesco, ma che non fanno venir meno la credibilità delle vicende e dei personaggi. Il tono surreale e fiabesco della storia è accentuato dall’uso di scenografie e costumi dai colori vivaci, a disegnare un vero e proprio “paese delle meraviglie”. A sottendere tutto il film, inoltre, vi è un sarcasmo semplice, un’ironia pura ma non per questo banale. I personaggi con le loro caratteristiche accentuate e portate all’estremo si fanno inevitabilmente amare. Insieme alla splendida Licia Maglietta, compagna e immancabile musa di Soldini, troviamo Giuseppe Battiston e Marina Massironi, gia visti in “Pane e Tulipani”, e Emilio Solfrizzi e Claudio Santamaria, alla prima esperienza con Soldini.

Il risultato è una vera e propria fiaba moderna fatta di personaggi bizzarri che si muovono in un mondo strano, un mondo di emozioni e di passioni che si intrecciano, un mondo mosso da meccanismi anomali rispetto a quelli che muovono la grigia realtà del nostro quotidiano. Così l’andirivieni dalla città (Genova) alla campagna romagnola risulta una sorta di fuga dalla normalità. Soldini confeziona un film che invita a non reprimere le proprie passioni e a credere nei propri sogni per coltivarli e farli germogliare.

Titolo originale: Agata e la tempesta
Nazione: Italia
Anno: 2003
Genere: Sentimentale
Regia: Silvio Soldini
Cast: Licia Maglietta, Giuseppe Battiston, Emilio Solfrizzi
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 27 Febbraio 2004 (cinema)