Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, il regista Guido Lombardi, Salvatore Ruocco, Carmine Paternoster e Gaetano Di Vaio sul red carpet di “Take Five”, film in concorso.
La storia
Gaetano è un rapinatore che ha scontato diversi anni di carcere. Ora fa il ricettatore. Peppe, detto ‘O Sciomèn, è una leggenda del quartiere, rapinatore a sua volta, appena uscito da Poggioreale, dove ha scontato 10 anni. È depresso. Ruocco è un pugile, costretto agli incontri clandestini dopo aver spaccato una sedia in testa a un arbitro corrotto. Sasà è un fotografo di matrimoni con il vizio delle rapine in banca. Carmine è un semplice operaio del Comune di Napoli, addetto alle fogne, che conosce a menadito. Ha il vizio del gioco. Una mattina si ritrova nel caveau della Banca Partenope a causa di una perdita della rete fognaria. E gli viene un’idea… Note di regia Con Take Five ho provato a raccontare la storia di cinque “irregolari”, tutti con un sogno in comune, quello di arricchirsi. Per una forma di riscatto, per sfuggire ai propri fantasmi, o più semplicemente perché ognuno crede che il denaro sia l’unica cosa per la quale valga la pena vivere. Ma ho voluto raccontare anche cinque solitudini, che solo per pochi giorni s’incontrano in nome di un progetto comune. Consapevoli tuttavia che la loro non può che essere un’unione fittizia, in grado di durare solo il tempo di una rapina. Fino all’epilogo clamoroso ma inevitabile: la perdita del denaro per cui hanno lottato e la perdita dell’innocenza. Girando Take Five ho fatto ricorso, consapevolmente, agli archetipi del film di genere, pur volendo raccontare, a mio modo, una porzione del nostro tempo. Un tempo, una società, dove le persone sono sole, ossessionate, depresse. Dove i soldi, il successo, la fama rappresentano l’unica forma di riscatto da un anonimato altrimenti giudicato insopportabile.
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio





















