“ALCHEMY” DEI MOMIX

Acqua, Aria, Terra Fuoco. Ma l’Alchimia è l’amore

Un acquario gigante con colonne di luce; un telo rosso che si muove nervoso come fiamme al vento; un filo invisibile per portare in aria, fin su nel cielo, i corpi dei danzatori; e gigantografie di zolle scure a riportare tutto nel qui e ora: acqua, fuoco, aria, terra sono gli elementi, gli archetipi, i sigilli del rapporto Uomo – Natura che l’americano Moses Pendleton esplora in Alchemy, ultima produzione dei Momix vista al Teatro Toniolo di Mestre in anteprima (in scena fino al 3 febbraio).

Lo spettacolo si nutre di evocazioni e intimismi, alternando momenti di delicatezza ad altri di completa fisicità, energia e forza. Un’ora e mezza di spettacolarità, di impatti visivi pressoché impeccabili, fatti di – è il caso di dirlo – un’alchimia di movenze, costumi, luci, oggetti di scena, in un rapporto costante tra spazio, corpi e musiche. Le coreografie di Pendleton chiedono ai danzatori sincronismi corali e istinti del tutto personali, chiedono la sapienza della precisione tecnica e la capacità di diventare quasi eterei. E i nove Momix in scena ovviamente ci riescono.

Alchemy è uno spettacolo pieno di cambi di marcia, che tiene sospesi tra potenza e purezza – proprio come Lei, Madre Natura, insegna. E allora ecco che i costumi rossi in rotazione richiamano i dervisci e la loro frenetica ricerca dell’estasi, del contatto con il divino e dunque con la Natura; ma ecco poi l’immaterialità di un’aria che diventa spazio e porta danzatori e pubblico a uscire dal corporeo e a immergersi nell’universo – e gli uomini in scena non sono più corpi, ma scheletri di luce che fluttuano; ed ecco ancora il fuoco, potente, irrequieto, incontenibile nell’immenso telo che copre quasi tutto il palcoscenico; e il suo contraltare delicato: le conchiglie, traslucidi costumi di scena in un trasformismo soprendente, eteree e leggiadre sul fondo del mare. Ma più di tutto, più di tutti i meccanismi tecnici utilizzati – complicatissimi eppure invisibili – sono i corpi, perfetti e intensi, ad incantare.

L’alchimia si conclude nella creazione dell’oro, quinto magico elemento, fusione della natura con la sapienza umana, che può forgiarlo e renderlo ancora più prezioso: un rapporto d’amore, questo, in cui lo stampo accoglie la materia e la ingloba, la abbraccia, la protegge, le dona vita nuova. Quasi a dire: dall’amore nasce l’oro. L’amore è oro. L’Alchimia, forse, è l’amore. O, perlomeno, l’armonia tra uomo e creato. Una magia, appunto.

Momix – gli interpreti: Tsarra Bequette, Dajuan Booker, Autumn Burnette, Jonathan Bryant, Arron Canfield, Jennifer Chicheportiche, David Dillow, Simona Di Tucci, Eddy Fernandez, Rory Freeman, Jon Eden, Vincent Harris, Morgan Hulen, Catherine Jaeger, Jaime Johnson, Jennifer Levy, Elizabeth Loft, Nicole Loizides, Steven Marshall, Anila Mazhari, Emily McArdle, Danielle McFall, Graci Meier, Sarah Nachbauer, Quinn Pendleton, Rebecca Rasmussen, Cara Seymour, Matt Shanbacher, Brian Simerson, Ryan Taylor, Evelyn Toh
momix.com
www.culturaspettacolovenezia.it/toniolo