“ALICE IN WONDERLAND” DI TIM BURTON

Mi sai dire perchè un corvo assomiglia a una scrivania?

Alice:”è impossibile!”
Il cappellaio matto:”solo se pensi che lo sia”
Pensate mai a sei cose impossibili prima di fare colazione? O vi siete mai chiesti perché un corvo assomigli a una scrivania?

Benvenuti nel Sottomondo o Paese delle Meraviglie, come lo chiamava Alice da bambina.
Ora Alice è cresciuta. Nonostante tutti gli incubi ripetuti su un mondo strano di conigli in panciotto e gatti che evaporano; nonostante abbia perso la sua figura di riferimento, suo padre. È una giovane ragazza di vent’anni che sta per ricevere, durante una festa all’aperto, una proposta di matrimonio; proposta che tutti, dalla madre alla sorella, si aspettano che accetti. Ma o Alice è veramente folle o quello che sta guardando correre per il giardino è veramente un coniglio con il panciotto. Lasciando tutti a bocca aperta, Alice insegue l’animale , fin dentro la fessura di un albero. E… e tutto ciò che è non, è; e tutto ciò che è, non è! Alice precipita in una dimensione fantastica.

Il Bianconiglio, i fiori parlanti, Pinco Panco e Panco Pinco hanno atteso Alice, la loro Alice, per tanto tempo: ma finalmente è quasi arrivato il giorno tanto atteso: il giorno gioiglorioso, il giorno della liberazione. Ma la giovane ragazza, precipitata in un mondo incredibile, si ostina a credere che tutto sia sempre un sogno, anzi, uno di quegli incubi, che, quando era piccola, non la lasciavano dormire. E tutti se la prendono con il Bianconiglio per avere portato nel sottomondo la Alice sbagliata.
Il suo ritorno è stato tanto auspicato da tutti, dallo Stregatto al Leprotto a Mally, dal Brucaliffo a Mirana, la Regina Bianca, e soprattutto dal Cappellaio Matto. Ma non tutto è come prima, Iracondia, la Regina Rossa, sorella di Mirana, ha usurpato il trono, e ha tiranneggiato sul Sottomondo, tagliando la testa a tutti gli oppositori. Nonostante gli indizi siano inequivocabili, la giovane Alice, non crede che sia lei il cavaliere che tutti attendono: il destinatario della profezia dell’oracolo, che ucciderà il Ciciarampa e restituirà, così, a Mirana il trono, riportando l’incredibile gioia, proprio nel giorno gioiglorioso, nel Paese delle Meraviglie.

“C’è un posto che non ha eguali sulla terra. Questo luogo è un luogo unico al mondo, una terra colma di meraviglie mistero e pericolo. Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti come un cappellaio.
E per fortuna… io lo sono.”
È il Cappellaio Matto che pronuncia questa frase, ma è un discorso che potrebbe tranquillamente pronunciare Tim Burton in una qualche sua conferenza stampa! Il suo estro rock e la sua filosofia dark si sono incontrati con la magia universale di Disney per dar vita a una delle favole immortali che hanno commosso e appassionato generazioni dal 1865: Alice nel Paese delle Meraviglie e, il suo seguito, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll.
La storia che Burton ci racconta è un mix tra i due libri, come lo era stato il classico cartoon Disney del 1951.

Scenicamente impeccabile, bizzarramente “burtoniano” nell’alternanza di dimensioni paesaggistiche e nella mirabolante padronanza dei colori, Alice in Wonderland offre una nuova rilettura dei capolavori di Carroll. Ma manca quel pizzico di audacia ghignante (come il ghigno dello Stregatto per intenderci) combinata con emozioni vive e vispe, che hanno sempre contraddistinto le opere di Burton.

Alice in Wonderland arriva nelle sale in 3D, un espediente troppo modaiolo e furbo per questo genere di trama. Certo, in questo caso il Digital 3D sa essere un grazioso aggettivo del film, ma non indispensabile a conferire quel tocco di brivido antico che sa sempre emozionare.
Il lavoro che ha compiuto Burton, oltre che per l’intrigante eccentricità che solo lui sa dare alla scena, affascina per i profondi, e mai prevedibili, risvolti caratteriali che riesce a mettere in evidenza nei diversi personaggi, anche in modo sfacciatamente ingombrante.

E se lo Stregatto è solennemente ruffiano e il Brucaliffo è sapientemente raffinato, da non far rimpiangere i modelli Disney, entrati oramai nel nostro immaginario, calamitano l’attenzione i fiabeschi Cappellaio Matto (Johnny Depp), la Regina Rossa (Helena Boham Carter) e la Regina Bianca (Anne Hathaway).
Questi tre versatili attori, diretti da un regista visionario ed elegante come Burton, hanno forgiato (con suggestiva mimesi “burtiana”) i personaggi di Carroll con personalità sfaccettate di luce e oscurità, malinconia e follia, anime di un candore punk.

Titolo originale: Alice in Wonderland
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Fantastico, Avventura, Animazione
Durata: 108’
Regia: Tim Burton
Sito ufficiale: www.disney.go.com/disneypictures/…
Sito italiano: www.disney.it/Film/alice
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Timothy Spall
Produzione: Roth Films, Team Todd, Tim Burton Productions, Walt Disney Pictures, The Zanuck Company
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 03 Marzo 2010 (cinema)